Per molto tempo, il rapporto tra il presidente statunitense Donald Trump e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni è stato considerato uno dei più solidi legami tra Washington e un governo europeo. Trump aveva più volte elogiato Meloni, definendola una leader forte e affidabile, mentre la premier italiana aveva cercato di presentarsi come un interlocutore privilegiato dell'amministrazione americana.
Negli ultimi mesi, tuttavia, il rapporto si è progressivamente deteriorato fino a trasformarsi in uno scontro pubblico. Il culmine è arrivato dopo il vertice del G7 di qualche giorno fa, quando Trump ha sostenuto che Meloni avrebbe insistito per ottenere una fotografia con lui e che l'incontro sarebbe avvenuto quasi "per pietà". La premier ha respinto con forza queste affermazioni, definendole false e accusando il presidente americano di mostrare più rispetto verso gli avversari dell'Occidente che verso gli alleati storici.
Lo scontro non nasce però dall'episodio del G7, ma è il risultato di una dinamica iniziata tempo fa, fonte di divergenze che hanno progressivamente allontanato i due leader.

U.S. President Donald Trump speaks with Italian Prime Minister Giorgia Meloni at a working lunch with leaders of G7 and the Middle East, in Evian-les-Bains, France, June 16, 2026. REUTERS/Evelyn Hockstein/Pool (REUTERS)

In una prima fase Meloni aveva cercato di mantenere rapporti cordiali con Trump anche su questioni controverse, attirando malumori dentro l’Italia e anche in Europa, come i dazi commerciali verso l'Unione Europea e la politica americana nei confronti della Nato. La strategia italiana, secondo il Governo, puntava a conservare un canale diretto con la Casa Bianca e a ritagliarsi un ruolo di mediazione tra Washington e Bruxelles.
Questo, però, non è avvenuto: sono emerse differenze sempre più marcate sulla gestione delle crisi internazionali, in particolare in Medio Oriente e sul rapporto con gli alleati europei.
L'attacco di Trump a Meloni si può ricondurre a quattro fattori.
Il punto di rottura principale riguarda la crisi con l'Iran. Trump ha accusato la premier italiana di non aver sostenuto adeguatamente l'azione americana e di non aver collaborato nelle iniziative richieste agli alleati occidentali (l’Italia non ha concesso le basi Nato). In diverse dichiarazioni il presidente statunitense ha sostenuto che Meloni avrebbe mostrato poca determinazione nel contrastare la minaccia iraniana e nel sostenere gli sforzi statunitensi nella regione.
Trump è arrivato a dichiarare di essere "scioccato" dalla posizione della leader italiana e di essersi sbagliato nel considerarla una politica particolarmente coraggiosa.
Un altro elemento decisivo è stato il sostegno pubblico offerto da Meloni a Papa Leone XIV dopo gli attacchi verbali rivolti da Trump al pontefice.
Quando la premier ha definito "inaccettabili" le critiche del presidente americano al Papa, Trump ha reagito duramente, trasformando una divergenza politica in uno scontro personale.
Trump ha inoltre accusato l'Italia e altri partner europei di non contribuire abbastanza alla sicurezza occidentale e di lasciare agli Stati Uniti il peso principale delle operazioni strategiche. Nelle sue dichiarazioni ha collegato le critiche a Meloni anche alla questione delle spese militari e dell'impegno degli alleati nelle crisi internazionali.
Questa critica si inserisce in una linea politica che Trump mantiene da anni nei confronti della Nato e dei governi europei.
Esiste infine una dimensione personale e politica. Meloni era stata spesso presentata come la principale alleata europea di Trump. Il suo progressivo distanziamento ha quindi avuto anche un valore simbolico. Alcuni analisti ritengono che gli attacchi pubblici siano serviti al presidente americano per segnalare che non intende tollerare critiche provenienti nemmeno da leader tradizionalmente considerati vicini alla sua amministrazione.
Lo scontro ha prodotto una situazione inedita. In Italia, anche diversi avversari politici della premier hanno criticato le dichiarazioni di Trump, considerandole offensive nei confronti del Paese. Allo stesso tempo, l'episodio ha evidenziato il fallimento della strategia che puntava a costruire un rapporto privilegiato tra Roma e Washington attraverso il legame personale tra i due leader.
Resta da capire se la crisi sia destinata a rientrare o se rappresenti una frattura più profonda.