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Ma se si sa che il cacciatore continuerà a fare il suo lavoro armato di falce, candelotti di dinamite e di tutto il restante fantasioso assortimento in dotazione anche a Wile. E. Coyote, si tratterà di capire come farà Yosemite che di mestiere fa il pistolero a scendere dritto dal Far West defraudato delle sue pistole, le sostituirà forse la banana che abbiamo visto nell'esilarante parodia della scena madre di mezzogiorno di fuoco, recitata nella serie frances Pat&Stan dall’ippopotamo Pat e dal cane Stan?
Che si tratti di buone intenzioni o di strategia commerciale, per andare appresso al sentimento del tempo, l’idea sembra peccare quantomeno d’ingenuità perché s’illude di intervenire spostando il problema, che esiste eccome, dalla realtà alla meno realistica delle sue rappresentazioni, sperando che l’operazione (che senza interventi sul reale è di pura cosmesi) concorra a cambiare il corso dei comportamenti.
Dal 1930 adulti e bambini, in tutto il mondo, vedono Taddeo dar la caccia (in senso proprio, fa il cacciatore) a Bugs Bunny, pestifero, astutissimo e velocissimo coniglio, che lo irride sgranocchiandogli in faccia l’immancabile carota oppure Gatto Silvestro attentare, invano, alla gabbietta del canarino Titti protetto dalla nonna che adora e accudisce entrambi in un elegante appartamento intervenendo a sedare a ombrellate il felino evidentemente ben pasciuto di tutt’altro essendo il canarino imprendibile. Stesso schema ma con cane al posto dell’ombrello in Tom e Jerry, il gatto sarebbe assoldato, invano per acchiappare il voracissimo topo, protetto dal cane, per puro istinto antifelino, e molto più veloce di entrambi di testa e di zampe. Idem con patate nel canyon in cui Wile. E. Coyote da quasi un secolo insegue l’insolentissimo struzzo Beep Beep con una determinazione che l’ha reso comico simbolo universale della tenacia frustrata e sfortunata. Ma non in tutto il mondo hanno la stessa confidenza con le armi da adulti.
Si tratta di uno schema appunto, essenzialissimo: predatore contro preda (sempre vincente), dove a funzionare non è l’obiettivo che non viene mai centrato ma l’inseguimento, inesauribile fonte di trovate comiche. Scene in cui è davvero difficile vedere “violenza” in senso proprio: memorabile la gag in cui Taddeo arriva davanti a Bunny, a un tiro di schioppo in senso letterale, e lo manca perché la canna del fucile gli si affloscia come un palloncino sgonfio.
In compenso il ragionamento di toglierglielo del tutto dalle mani avviene in un Paese, gli Stati Uniti, in cui la popolazione civile detiene una densità di armi vere impensabile in stati paragonabilmente democratici e avanzati, dove è considerato normale che un bambino cresca con le pistole di papà appese al muro e dove non è raro che l’intrattenimento per una festa di compleanno in età da scuola elementare contempli l’eventualità di portare i pargoli festosi a sparare al poligono anziché al parco dei divertimenti o alla ludoteca, dopo aver soffiato le candeline.
Ma davvero qualcuno pensa seriamente che da grandi spareranno influenzati da Bugs Bunny? E che il cacciatore “defucilato” (ma se del caso dinamitardo) li aiuterà a mettere in discussione il mare di armi vere in cui sono immersi, se nessuno pensa a bonificare quello?




