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La storia di Stefano Cucchi è dolorosa oltre ogni dire. Furono, dunque, i carabinieri a provocarne la morte. Per Alessio Di Bernardo e Raffaele D’ Alessandro si sono aperte le porte del carcere, mentre gli altri due loro colleghi saranno sottoposti a un nuovo giudizio. Stefano, finalmente, potrà riposare in pace. Riflessioni a riguardo se ne sono fatte e ancora se ne fanno. È triste constatare che chi avrebbe dovuto difendere e aiutare il povero Cucchi, lo ha condannato a morte. Vicende come queste rischiano di gettare fango sull’intera Arma. Non deve accadere, non sarebbe giusto. Le mele marce s’ intrufolano dappertutto, il falso tenta sempre di insozzare il vero, l’abuso di potere è una tentazione. Guai a noi, però, se dovessimo smettere di fidarci dei carabinieri che a migliaia rischiano ogni giorno la loro vita per tutelare le nostre. Ecco, allora, una notizia importante che non deve passare inosservata. Proprio nelle stesse ore in cui i due che provocarono la morte di Stefano varcavano la soglia del carcere, a Frattamaggiore, ridente cittadina del Napoletano, a quattro passi da casa mia, i loro colleghi della compagnia di Giugliano in Campania, sequestravano, in un deposito della frutta, 500 chilogrammi di cocaina pura, dal valore di quasi 50 milioni di euro. È stato davvero un bel colpo. Cinquanta milioni di euro sottratti ai “signori” della droga sono una somma considerevole.
I carabinieri delle nostre zone, insieme alle altre foze dell’ordine, alle Procure, al “ Comitato per la liberazione della camorra nella zona di Napoli nord”, stanno ottenendo buoni risultati. Anche se la battaglia è dura, lunga, estenuante, qualche luce si va accendendo. La seconda considerazione che viene da fare è sui clienti che fanno uso di cocaina. Sono veramente tanti. Attraversano trasversalmente tutte le classi sociali. Dal disoccupato al professionista, dall’operaio all’impiegato, dall’uomo di una certa età, al giovane imberbe. Tanta, troppa polverina bianca viene sniffata. Tante, troppe le conseguenze disastrose di tale consumo. Ci sarebbe da chiedersi per quale motivo, tanta gente, pur sapendo i rischi che corre a tutti i livelli, fa uso e abuso di droghe. La risposta, credo, che sia da ricercare in un insopportabile malessere esistenziale e psicologico che chiede e pretende di essere superato. Le droghe, donano un certo benessere passeggero, danno a chi ne fa uso l’illusione di aver superato il problema che l’ opprimeva, lo scaraventa in un mondo artificiale di euforia, per poi lasciarlo, una volta svanito l’effetto, peggio di prima. Il malessere ritorna in una misura maggiore; l’esperienza già provata lo farà ricorrere al rimedio sperimentato. Si ritorna a fare quel che si è fatto prima e che non si vorrebbe più fare.
La serpe velenosa inizia a mordersi la coda. Sei caduto nella trappola maledetta. Pensavi di essere più forte, di tenere sotto controllo la situazione, dicevi di poter smettere quando volevi, ti accorgi invece che la cosa è più seria di quanto potesse sembrare a prima vista. Hai bisogno di essere aiutato, ma l’orgoglio, la condizione sociale, la pigrizia, la paura, l’allettante piacere già provato, te lo impediscono. E cadi sempre più giù. Non una volta sola, gli stessi consumatori di cocaina che, con i proventi del commercio della droga, si rendono complici della camorra e dei suoi sporchi affari, hanno sfilato nei mille cortei organizzati dai comitati, dalle scuole, dalle nostre chiese, contro la camorra. Contraddizioni? Peggio. Occorre avere il coraggio e l’onestà di scendere fino alle radici se si vuole estirpare davvero il dramma. Occorre che la società civile e politica si faccia carico di questo malessere esistenziale, soprattutto quando avvolge, coinvolge e distrugge le giovani generazioni. Occorre, infine, fare di tutto perché alle mafie venga impedito l’immenso affare del commercio delle droghe. Un plauso, quindi, ai carabinieri della compagnia di Giugliano per la brillante operazione. A loro vada il nostro sostegno, la nostra riconoscenza, il nostro ringraziamento. Mentre continua l’impegno di tutti per liberare le nostre terre dalla camorra. Siamo sempre più convinti, infatti, che questa faticosa e pericolosissima battaglia la vinceremo solo stando insieme e puntando, soprattutto, all’educazione alla bellezza, alla libertà e alla dignità della vita.





