Dopo tre ore di camera di consiglio la Corte di Assise di Parma presieduta da Alessandro Conti ha condannato in primo grado a 24 anni e quattro mesi Chiara Petrolini, studentessa di 22 anni, di Traversetolo, accusata del doppio omicidio premeditato e occultamento di cadavere dei suoi due neonati.

La richiesta della Procura era stata di 26 anni, i 24 e tre mesi si spiegano con il fatto che la Corte ha concordato con la ricostruzione della Procura per l’omicidio volontario del secondo bambino e l’occultamento di entrambi i corpi mentre è caduta l’accusa per il primo omicidio, probabile che non si sia stata ritenuta provata l’intenzione di uccidere a seguito della prima gravidanza a tutti nascosta, anche ai genitori e al fidanzato, che dopo un primo vaglio sono stati ritenuti del tutto estranei a questa tristissima vicenda.

Saranno le motivazioni della sentenza a chiarire la ricostruzione di una storia che interroga per la profondità degli abissi dell’animo umano, a fronte della quale tutti gli attori del processo, accusa, difesa e corte hanno chiesto ciascuno una perizia psichiatrica con conclusioni differenti. La giovane donna, valutata in grado di intendere e di volere ma cui sono state riconosciute significative fragilità, fin dall’inizio della vicenda si trova agli arresti domiciliari in custodia cautelare, con i permessi necessari a seguire il percorso psichiatrico cui era da subito stata avviata dal Tribunale per scongiurare il rischio che quanto accaduto potesse ripetersi in caso di successive gravidanze.