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Malcontento in questi giorni al liceo scientifico Severi di Milano dove il Consiglio di Istituto
ha imposto la settimana corta costringendo gli studenti a prolungare nel pomeriggio le ore di lezione. L'istituto ha preso la decisione in seguito alle indicazioni della Provincia che già dal 2013 ha invitato le scuole con settimana lunga a organizzarsi programmando le lezioni su cinque giorni settimanali invece dei soliti sei che comprendono anche il sabato.
Alle scuole, da parte della Provincia, è stata data la facoltà di decidere se accogliere la richiesta che nasce dalla constatazione che in tal modo si risparmiano ben due milioni di euro sui diciassette che si spendono annualmente per il riscaldamento. Due milioni che possono poi essere utilizzati a favore dell'edilizia scolastica. A Milano per ora il 50% deggli istituti si sono adeguati e l'adesione è più alta che in provincia dove sono molto diverse le abitudini e gli stili di vita che non prevedono il mito, tipicamente cittadino, del week end fuori casa.
Ma la protesta di studenti e genitori del Severi in realtà riguarda in particolare due punti. Prima di tutto il fatto che la decisione sia stata presa dal Consiglio di Istituto nonostante mancassero tre su quattro rappresentanti degli studenti.
Un altro comprensibile e più sentito motivo della protesta è la consapevolezza di ragazzi e genitori che le 30 ore di lezione spalmate su soli cinque giorni costringono a restare a scuola fino al pomeriggio, a rientrare a casa troppo stanchi per iniziare una giornata di studio che alle superiori è spesso molto intensa. E la situazione peggiora notevolmente per chi abita lontano dalla scuola o fuori città.
Attualmente tra i licei che hanno accettato la settimana corta l'Agnesi e il Tenca (Scienze Umane), il Moreschi e l'Allende (liceo scientifico) o l'alberghiero Porta. Molti classici come il Manzoni, il Parini e il Carducci o il Berchet, dove le ore di lezione settimanali sono 32, preferiscono il regime misto cioè offrono alle famiglie la possibilità di scegliere se iscrivere i figli a sezioni con la settimana corta o con la settimana lunga. Cosa che però non risolve il problema del risparmio sul riscaldamento.
ha imposto la settimana corta costringendo gli studenti a prolungare nel pomeriggio le ore di lezione. L'istituto ha preso la decisione in seguito alle indicazioni della Provincia che già dal 2013 ha invitato le scuole con settimana lunga a organizzarsi programmando le lezioni su cinque giorni settimanali invece dei soliti sei che comprendono anche il sabato.
Alle scuole, da parte della Provincia, è stata data la facoltà di decidere se accogliere la richiesta che nasce dalla constatazione che in tal modo si risparmiano ben due milioni di euro sui diciassette che si spendono annualmente per il riscaldamento. Due milioni che possono poi essere utilizzati a favore dell'edilizia scolastica. A Milano per ora il 50% deggli istituti si sono adeguati e l'adesione è più alta che in provincia dove sono molto diverse le abitudini e gli stili di vita che non prevedono il mito, tipicamente cittadino, del week end fuori casa.
Ma la protesta di studenti e genitori del Severi in realtà riguarda in particolare due punti. Prima di tutto il fatto che la decisione sia stata presa dal Consiglio di Istituto nonostante mancassero tre su quattro rappresentanti degli studenti.
Un altro comprensibile e più sentito motivo della protesta è la consapevolezza di ragazzi e genitori che le 30 ore di lezione spalmate su soli cinque giorni costringono a restare a scuola fino al pomeriggio, a rientrare a casa troppo stanchi per iniziare una giornata di studio che alle superiori è spesso molto intensa. E la situazione peggiora notevolmente per chi abita lontano dalla scuola o fuori città.
Attualmente tra i licei che hanno accettato la settimana corta l'Agnesi e il Tenca (Scienze Umane), il Moreschi e l'Allende (liceo scientifico) o l'alberghiero Porta. Molti classici come il Manzoni, il Parini e il Carducci o il Berchet, dove le ore di lezione settimanali sono 32, preferiscono il regime misto cioè offrono alle famiglie la possibilità di scegliere se iscrivere i figli a sezioni con la settimana corta o con la settimana lunga. Cosa che però non risolve il problema del risparmio sul riscaldamento.




