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Le sue canzoni hanno attraversato tutti generi musicali, varcando i confini nazionali: dalla musica popolare, in dialetto, alla melodia latinoamericana dello spagnolo, sino alle canzoni interpretate da Julio Iglesias, Raffaella Carrà, Iva Zanicchi, Fred Bongusto, Bobby Solo, Barry Manilow e tanti altri ancora. Stiamo parlando di Gianni Belfiore, che è stato ospite di Lucia Ascione a “Bel tempo si spera”, su Tv 2000. Nella sua casa sul mare i riconoscimenti quasi non si contano, a cominciare da uno degli ultimi, il Premio Città di Sanremo 2019 alla carriera. Un ennesimo riconoscimento che si va ad aggiungere al Leone d’Oro di Venezia alla carriera.
Il suo segreto, dice, è quello di scrivere con la metrica dei sonetti siciliani nelle orecchie, che è la stessa del “notaro” medievale Jacopo Da Lentini.“Se mi lasci non vale”, “Sono un pirata sono un signore”, “Pensami”, son tutti sonetti siciliani, ha spiegato nelle sue interviste, con un fraseggio perfetto.
Ma Gianni Belfiore è anche un uomo con una profonda sensibilità religiosa, e ha voluto dedicare una composizione poetica anche a papa Benedetto XVI. Si intitola “Una nuova specie di dolore” e descrive il peso della decisione del grande pontefice di ririrarsi dal pontificato per aprire una fase nuova della storia della Chiesa. Una decisione profetica, di cui Belfiore sottolinea il travaglio umano e spirituale: “Per arrivare a quella decisione/ di scender dalla Croce in processione/ solo Dio può guardare la ragione/obbligando il mondo alla più inaspettata riflessione”




