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La mensa dell'Antoniano non chiude per ferie perché la carità, quella vera, non va in vacanza. Anzi raddoppia. I francescani della storica istituzione di Bologna aprono le porte a chi soffre la solitudine agostana. Indigenti, anziani, senza tetto. Persone in difficoltà che rischiano di diventare ancora più trasparenti nel vuoto cittadino, e non solo a causa della calura estiva.
L'Antoniano, con l'accoglienza a pieno regime, rimane un punto fermo. Non ha chiuso nemmeno a Ferragosto, infatti, la mensa diurna, aperta 365 giorni l'anno, che anche in estate continua a servire circa 120 pasti giornalieri, e così il sempre più apprezzato servizio delle piccole colazioni e la mensa del lunedì sera per le famiglie. A queste attività, inoltre, si affianca anche il centro di accoglienza diurno San Ruffillo, che offre ristoro e compagnia a chi ne bisogno. Non solo aria condizionata e cibo adeguato, ma soprattutto vicinanza e ascolto.
Per questo l'Antoniano lancia un appello alle persone di buona volontà. I frati da soli non ce la fanno a mandare avanti servizi così preziosi e impegnativi. C'è bisogno di volontari, «perché oltre alla difficoltà di reperire gratuitamente o a prezzi calmierati le materie prime per cucinare i pasti, la maggiore difficoltà nel garantire l'apertura è rappresentata dalla naturale diminuzione delle persone che hanno la possibilità di dedicare qualche ora al servizio in mensa».
Chi fosse interessato a mettersi in gioco e a offrire la propria disponibilità, poca o molta non ha importanza, può contattare l'Antoniano alla pagina Facebook Antoniano onlus, scrivere a centroascolto@Antoniano.it o telefonare allo 051.3940226.




