Iniziato il 15 agosto del 2021 e conclusosi il 31 agosto, il ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan avvenne dopo vent’anni da quell’11 settembre che aveva riacceso il conflitto tra Stati Uniti e Afghanistan. Le forze militari internazionali avrebbero dovuto riportare la democrazia e invece, dopo gli accordi di Doha e la ripresa del potere da parte dei talebani, se ne andarono lasciando il Paese di nuovo sotto il controllo del fanatismo, della negazione dei diritti alle donne e della violazione dei diritti dell’infanzia.

epa13170913 Afghanistan Foreign Minister Amir Khan Muttaqi (C) attend a ceremony to mark the 5th anniversary of the Taliban's return to power, in Kabul, Afghanistan, 15 August 2026. Afghanistan marks five years since the Taliban returned to power and entered Kabul on 15 August 2021, following the collapse of the former government and the withdrawal of US-led forces. EPA/SAMIULLAH POPAL
epa13170913 Afghanistan Foreign Minister Amir Khan Muttaqi (C) attend a ceremony to mark the 5th anniversary of the Taliban's return to power, in Kabul, Afghanistan, 15 August 2026. Afghanistan marks five years since the Taliban returned to power and entered Kabul on 15 August 2021, following the collapse of the former government and the withdrawal of US-led forces. EPA/SAMIULLAH POPAL
Il ministro degli esteri afghano Amir Khan Muttaqi (al centro con la barba bera) alla cerimonia del quinto anniversario del ritorno dei talebani al potere. (EPA)

A cinque anni da quel ritiro, il mondo sembra essersi dimenticato dell’Afghanistan. Sono poche le organizzazioni internazionali che ancora operano laggiù, in condizioni difficili. La pressione sui già limitati servizi umanitari è aumentata anche a causa della crescita della popolazione, salita del 12% dal settembre 2023. A questo si aggiunge il rientro di oltre 6 milioni di persone dall’Iran e dal Pakistan, dove nuove misure restrittive hanno spinto molti afghani a tornare nel Paese, aggravando ulteriormente i bisogni umanitari.

Particolarmente drammatica è la condizione dei bambini: sono 22 milioni i minori afghani, come denuncia Save the Children in un recente rapporto. In Afghanistan quasi un bambino su dieci sotto i cinque anni soffre di deperimento (wasting) , una forma grave di malnutrizione acuta. Il drastico calo dei finanziamenti sta causando la progressiva chiusura di servizi essenziali e mettendo a rischio i progressi ottenuti negli ultimi anni nel Paese.
Nel secondo trimestre del 2026, la malnutrizione acuta infantile è peggiorata in circa due terzi delle province afghane rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A contribuire all'aumento dei casi è stata soprattutto la diffusione di malattie infettive.

Il reparto di cardiochirurgia infantile dell'ospedale di Kabul. (EPA)

Negli ultimi quattro anni, la malnutrizione acuta tra i bambini sotto i cinque anni è aumentata del 14%, arrivando a colpire 3,7 milioni di bambini nel 2026. Nello stesso periodo, i finanziamenti e gli aiuti internazionali destinati all'Afghanistan sono diminuiti di quasi il 70%, passando da 3,27 miliardi di dollari nel 2022 a 1 miliardo nel 2025. Finora nel 2026 sono stati raccolti solo 438 milioni di dollari, con un deficit di finanziamento del 74% .
A causa dei tagli ai fondi, quasi 600 strutture sanitarie sono state chiuse o hanno sospeso le attività, lasciando senza assistenza circa 4 milioni di persone, di cui circa la metà bambini . Save the Children è riuscita a mantenere aperte 14 cliniche sanitarie grazie a finanziamenti temporanei, garantendo servizi essenziali in alcune delle aree più remote del Paese. Ma il futuro di queste strutture è seriamente a rischio.
 

Bambini afghani che lavorano in una fabbrica di mattoni a Kandahar. Secondo l'UNICEF un quinto dei minori tra i 5 e i 17 anni lavora (EPA)

Cinque anni in cui i diritti umani sono stati quotidianamente calpestati: a partire da quelli delle donne, alle quali è vietato studiare dopo aver compiuto i 12 anni con pesantissimi limiti alla libertà di esprimersi e di muoversi, nonché di fatto di lavorare. L'Onu stima che sono ben 2,4 milioni le ragazze a cui dal 2021 a oggi è stato impedito di proseguire gli studi dopo la scuola primaria e che nei prossimi quattro anni il totale salirà a quattro milioni. Ma il regime di Kabul pretende anche che fuori di casa le donne siano sempre accompagnate da un uomo loro parente e le Nazioni Unite denunciano arresti arbitrari e maltrattamenti di donne accusate di "violare il codice di abbigliamento" ordinato dai talebani, che impone che il volto sia sempre coperto.

Alcune donne in una strada di Kandahar. (EPA)

«Secondo quanto riferito, donne e ragazze sono state trattenute in spazi sovraffollati all'interno delle stazioni di polizia e ricevevano un solo pasto al giorno; alcune di loro sono state inoltre sottoposte a violenze fisiche, minacce e intimidazioni», denunciavano due anni fa gli esperti dell'Onu. Una situazione così grave che le Nazioni Unite non esitano a parlare di "apartheid di genere", mentre le violenze non si fermano, anche con frustate e sparizioni forzate, come raccontano alcune testimoni alla Bbc.

Ma le violazioni dei diritti umani da parte dei talebani vanno ancora oltre: Amnesty International denuncia infatti torture ed esecuzioni extragiudiziali, discriminazioni delle minoranze etnico-religiose, soppressione della libertà di assemblea e pene corporali

Una foto scattata da Carolina Rapezzi e diffusa dalla ong Nove Caring Humans che mostra la condizione di vita delle donne dopo il ritorno, avvenuto 1l 15 agosto del 2021, dei talebani al potere in Afghanistan. (ANSA)

ll regime talebano cerca di tessere una rete diplomatica per uscire dall'isolamento internazionale. La Russia di Putin è finora l'unico Paese ad aver riconosciuto il governo de facto talebano, ma questo ha avuto rapporti non ufficiali anche con altri Paesi, compresi India e Cina. E lo scorso giugno una delegazione talebana ha incontrato per la prima volta a Bruxelles dei funzionari di Paesi Ue scatenando inevitabilmente aspre polemiche.

epa13172234 Taliban government security officials secure a rally as part of celebrations to mark the fifth anniversary of the Taliban takeover of Afghanistan, in Kabul, Afghanistan, 15 August 2026. Afghanistan marks five years since the Taliban returned to power and entered Kabul on 15 August 2021, following the collapse of the former government and withdrawal of US-led forces. EPA/SAMIULLAH POPAL
epa13172234 Taliban government security officials secure a rally as part of celebrations to mark the fifth anniversary of the Taliban takeover of Afghanistan, in Kabul, Afghanistan, 15 August 2026. Afghanistan marks five years since the Taliban returned to power and entered Kabul on 15 August 2021, following the collapse of the former government and withdrawal of US-led forces. EPA/SAMIULLAH POPAL
Addetti alla sicurezza del goveno talebano. (EPA)

«Il mondo non può permettersi di voltarsi dall'altra parte. La fame acuta, l'elevato numero di rimpatriati e gli sfollamenti interni provocati da disastri naturali, conflitti recenti e quattro anni consecutivi di siccità stanno mettendo a dura prova risorse umanitarie già gravemente insufficienti» ha dichiarato Ashish Damle, Direttore di Save the Children Afghanistan. «La povertà influisce sulla nutrizione. La scarsità d'acqua favorisce le malattie. Le malattie interrompono l'istruzione. La riduzione del reddito familiare aumenta il lavoro minorile. Gli shock climatici, gli spostamenti forzati e il calo delle opportunità economiche aggravano ulteriormente queste pressioni, creando un circolo vizioso dal quale è sempre più difficile uscire. La comunità internazionale si trova ora davanti a una scelta: continuare a intervenire solo quando le famiglie sono ormai al limite, oppure agire tempestivamente per proteggere la vita, i diritti e il futuro dei bambini».