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Soccorritori al lavoro tra le macerie di Kiev dopo il massiccio attacco russo della notte. I raid hanno causato almeno 13 morti e oltre 100 feriti in diverse città dell'Ucraina.
Almeno 17 morti, tra cui un bambino, e oltre cento feriti. È il bilancio del massiccio attacco lanciato dalla Russia nella notte contro diverse città ucraine. Missili balistici, da crociera e centinaia di droni hanno colpito Kiev, Dnipro, Kharkiv e numerose altre regioni del Paese, provocando incendi, crolli, danni alle infrastrutture civili ed energetiche e lasciando migliaia di persone nell'incertezza. Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, si tratta di uno degli attacchi più pesanti degli ultimi mesi. Durante la notte, infatti, la Russia avrebbe lanciato 656 droni e 73 missili di diverso tipo contro il territorio ucraino.
Kiev sotto attacco: edifici colpiti, incendi e blackout
La capitale è stata l'obiettivo principale dell'offensiva. Decine di edifici residenziali e infrastrutture civili sono stati danneggiati in diversi quartieri della città. Il bilancio è di quattro morti e oltre sessanta feriti, tra cui alcuni bambini. In numerose zone di Kiev sono scoppiati incendi dopo la caduta di missili e droni. Alcuni edifici sono stati gravemente danneggiati, mentre i soccorritori hanno lavorato per ore tra le macerie alla ricerca di eventuali sopravvissuti. In diversi quartieri si sono registrate interruzioni della corrente elettrica. Particolarmente colpiti sono stati i distretti di Podilskyi, Obolonskyi, Solomianskyi, Darnytskyi, Shevchenkivskyi e Sviatoshynskyi. Nel quartiere di Podilskyi un edificio di nove piani è stato interessato da una doppia esplosione e le autorità hanno temuto la presenza di persone intrappolate sotto le macerie. Sono andati a fuoco anche edifici commerciali, stazioni di servizio e numerosi veicoli.
Dnipro piange nove vittime, tra loro un bambino
Ancora più pesante il bilancio a Dnipro, dove hanno perso la vita nove persone, tra cui un bambino. Almeno 35 i feriti. Le autorità locali hanno parlato di una «notte difficile» per la città. Un edificio residenziale di quattro piani è stato in gran parte distrutto e le squadre di emergenza hanno continuato per tutta la giornata le operazioni di ricerca e soccorso. Secondo Zelensky, risultano ancora disperse sei persone. Danni sono stati segnalati anche ad attività commerciali, officine, mezzi privati e a una caserma dei vigili del fuoco.
Colpite anche Kharkiv e altre regioni del Paese
Gli attacchi non si sono limitati a Kiev e Dnipro. Le forze russe hanno colpito anche Kharkiv, dove sono state danneggiate infrastrutture critiche e impianti energetici. Raid e danni sono stati segnalati inoltre nelle regioni di Kiev, Mykolaiv, Zaporizhzhia, Poltava, Sumy, Chernihiv e Khmelnytskyi. Per far fronte all'emergenza sono stati mobilitati oltre 500 operatori del Servizio statale di emergenza ucraino.
L'appello di Zelensky agli alleati
Commentando l'attacco, il presidente ucraino ha rinnovato la richiesta di maggiori aiuti militari da parte degli alleati occidentali. «Nella notte, la Russia ha lanciato contro i nostri cittadini 656 droni d'attacco e 73 missili di vari tipi: balistici, da crociera, antinave», ha scritto sui social. Per Zelensky il bombardamento rappresenta «una dichiarazione assolutamente trasparente da parte della Russia: se l'Ucraina non sarà protetta dagli attacchi balistici e da altri missili, questi attacchi continueranno». Il leader di Kiev ha quindi aggiunto: «L'Europa ha bisogno della propria difesa antimissile, in modo che questa guerra possa finalmente concludersi. E c'è assolutamente bisogno dell'aiuto degli Stati Uniti nella fornitura di missili ai Patriot». In una recente intervista, Zelensky ha inoltre sostenuto che esisterebbe una «finestra di opportunità» per arrivare a una soluzione negoziata del conflitto entro il prossimo inverno e ha indicato Londra, Parigi e Berlino come possibili interlocutori europei nei futuri colloqui.
Mosca: «Colpiti obiettivi militari»
Da parte sua, il ministero della Difesa russo ha confermato di aver condotto un «massiccio attacco» durante la notte, impiegando droni, missili lanciati da terra, dal mare e dall'aria, compresi missili ipersonici. Mosca sostiene di aver preso di mira esclusivamente strutture dell'industria della difesa, depositi di carburante, infrastrutture dei trasporti e aeroporti militari nelle regioni di Kiev, Zaporizhzhia, Kharkiv, Dnipropetrovsk, Poltava, Khmelnytsky e Sumy.
Attacchi anche in Russia
Nelle stesse ore, una raffineria di petrolio nella località di Ilsky, nel territorio russo di Krasnodar, è stata colpita da droni ucraini provocando un incendio. Secondo le autorità russe non ci sarebbero vittime. Mosca ha inoltre dichiarato di aver abbattuto durante la notte 148 droni lanciati dall'Ucraina contro diverse regioni della Federazione. Nella regione di Kursk, invece, un civile è morto dopo che un drone ha colpito un'automobile.
Le reazioni italiane
L'escalation del conflitto è stata commentata anche dalle istituzioni italiane nel giorno delle celebrazioni della Festa della Repubblica.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito la necessità di un ruolo europeo nei futuri negoziati e di un rafforzamento della sicurezza comune. «Più si è sicuri più si difende la pace», ha dichiarato il vicepremier, aggiungendo: «Se non vogliamo essere sempre a ricasco degli Stati Uniti, dobbiamo anche garantire la nostra sicurezza come europei da soli». Tajani si è detto favorevole al rafforzamento del pilastro europeo della Nato e, in prospettiva, alla costruzione di un esercito comune europeo. Sul futuro dell'Ucraina nell'Unione Europea ha confermato il sostegno italiano, pur ricordando la necessità di rispettare tutti i requisiti richiesti per l'adesione.
Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha richiamato l'attenzione sulle nuove minacce che interessano le democrazie occidentali. «Oggi i confini da difendere non sono soltanto quelli geografici: sono quelli del cyberspazio, dello spazio, delle infrastrutture critiche, delle reti energetiche, delle tecnologie, delle fake news, da cui dipendono la nostra sicurezza e la nostra libertà».
Mattarella: «Non potrà esservi vera pace»
Nel suo messaggio per il 2 giugno, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto un pensiero anche ai conflitti che continuano a minacciare la stabilità internazionale. «Non potrà esservi vera pace fino a quando permarranno focolai di minaccia e non potrà esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell'umanità sarà costretta a vivere nella precarietà». Parole che arrivano mentre la guerra in Ucraina continua a mietere vittime e mentre la diplomazia internazionale cerca, tra molte difficoltà, di riaprire uno spazio per il dialogo.




