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Re Carlo III, la regina Camilla, il principe William con la principessa del Galles Kate, i figli George, Charlotte e Louis, la principessa Anna e altri membri della famiglia reale il 13 giugno scorso affacciati al balcone di Buckingham Palace durante la parata del Trooping the Colour, cerimonia ufficiale per celebrare il compleanno del sovrano britannico
C'è una decisione che racconta più di molte dichiarazioni il modo con cui re Carlo III immagina il futuro della monarchia britannica, colpita da un calo importante di consenso popolare, dopo gli scandali sessuali dell’ex principe Andrea legati al caso Epstein.
Dopo quasi due secoli, Buckingham Palace non sarà più la dimora quotidiana del sovrano. Il Re e la Regina Camilla continueranno infatti ad abitare a Clarence House, la residenza londinese nella quale Carlo vive dal 2003, quando ancora era Principe di Galles.
La scelta è stata ufficializzata in occasione della presentazione del rapporto annuale sulle finanze della Casa Reale. Buckingham Palace resterà il centro operativo della monarchia, sede delle grandi cerimonie, dei ricevimenti di Stato, delle udienze con i capi di governo e dell'accoglienza dei capi di Stato stranieri, ma non sarà più la casa del sovrano.
La decisione è stata spiegata dal tesoriere del Re, James Chalmers, che ha affermato come il palazzo «è e rimarrà il quartier generale della monarchia, il gioiello della corona dei nostri edifici nazionali», sottolineando però che la scelta consentirà di ampliare ulteriormente l'accesso del pubblico a uno dei monumenti più visitati del Regno Unito.


I militari della Household Division sfilano davanti a Buckingham Palace durante il Trooping the Colour, la tradizionale parata organizzata per celebrare il compleanno ufficiale di re Carlo III
(REUTERS)Una scelta che guarda al futuro
La decisione arriva mentre si avviano alla conclusione gli imponenti lavori di ristrutturazione iniziati nel 2017, un intervento da circa 369 milioni di sterline necessario per sostituire impianti elettrici, tubature e sistemi di riscaldamento ormai vecchi di decenni. Quando il progetto fu avviato si pensava che, terminati i lavori, Carlo sarebbe tornato ad abitare nel palazzo come avevano fatto tutti i sovrani da Vittoria in poi che si trasferì a Londra per sfuggire all’asfissiante controllo della madre, anche perché la precedente residenza ufficiale, St James’s Palace, era antiquata.
Per re Carlo non sarà così. Secondo la stampa britannica il sovrano ha preferito mantenere Clarence House come residenza privata, giudicandola più raccolta, più funzionale e soprattutto più adatta a una coppia di oltre settant'anni. Buckingham Palace diventerà sempre più un edificio istituzionale, aperto ai visitatori per periodi sempre più lunghi dell'anno.
La casa che racconta due secoli di monarchia
Eppure Buckingham Palace resta il simbolo stesso della Corona. Tutto iniziò nel 1703, quando il Duca di Buckingham fece costruire una grande residenza privata, Buckingham House. Nel 1761 Giorgio III la acquistò per la moglie, la regina Carlotta, trasformandola nella cosiddetta "Queen's House", dove nacquero ben quattordici dei loro quindici figli.
Fu Giorgio IV ad affidare all'architetto John Nash il progetto di trasformazione dell'edificio nel grande palazzo che oggi conosciamo, ma sarà soltanto con l'ascesa al trono della regina Vittoria, nel 1837, che Buckingham Palace diventerà ufficialmente la residenza londinese del sovrano britannico.
Da allora il palazzo ha accompagnato tutta la storia contemporanea del Regno Unito.


Le Red Arrows, la pattuglia acrobatica della Royal Air Force britannica, sorvolano Buckingham Palace durante il tradizionale flypast del Trooping the Colour, mentre i membri della famiglia reale assistono alla cerimonia dal balcone
(REUTERS)Da Vittoria a Elisabetta II
Tra quelle mura hanno abitato la regina Vittoria, Edoardo VII, Giorgio V, Giorgio VI e infine Elisabetta II, che vi ha trascorso gran parte del suo lunghissimo regno. È dal celebre balcone centrale che la famiglia reale si affaccia nei grandi momenti della storia nazionale: la fine della Seconda guerra mondiale, i matrimoni reali, i Giubilei di Elisabetta II, l'incoronazione di Carlo III, il tradizionale saluto dopo il "Trooping the Colour".
Nel settembre 1940, durante il Blitz, il nome con cui gli inglesi ricordano la violenta campagna di bombardamenti aerei lanciata dalla Germania nazista contro il Regno Unito, Buckingham Palace fu colpito dai bombardamenti tedeschi. La Regina Madre, moglie di Giorgio VI e madre della futura regina Elisabetta II, si trovava nel palazzo insieme al marito. Dopo l'attacco pronunciò una frase destinata a entrare nella storia: «Sono contenta che abbiano bombardato Buckingham Palace. Ora possiamo guardare negli occhi la gente dell'East End». Con quelle parole voleva esprimere la solidarietà della famiglia reale con i londinesi che, da settimane, subivano le devastazioni dei bombardamenti nazisti.
Un palazzo dalle dimensioni sorprendenti
Buckingham Palace è molto più di quanto si percepisca osservandone la facciata. Conta 775 stanze, tra cui 19 saloni di rappresentanza, 52 camere da letto destinate alla famiglia reale e agli ospiti, 188 camere per il personale, 92 uffici e 78 bagni. Il giardino privato, il più grande di Londra, ospita ogni estate i tradizionali "Garden Party", ai quali partecipano migliaia di invitati. Ogni anno centinaia di migliaia di turisti visitano le Sale di Stato, ammirando dipinti di Rembrandt, Rubens, Vermeer e Canaletto appartenenti alla Royal Collection.
Le curiosità
Buckingham Palace conserva anche molti piccoli primati. Nonostante sia universalmente considerato il "palazzo del Re", la Corte britannica continua ufficialmente a chiamarsi "Court of St James's", un'antica tradizione che risale ai tempi in cui il sovrano risiedeva a St James's Palace.
Il celebre cambio della guardia, seguito ogni anno da milioni di turisti, è soltanto la manifestazione più visibile di un complesso edificio che ospita gli uffici di centinaia di dipendenti della Casa Reale. E pochi sanno che, durante i restauri, né Elisabetta II negli ultimi anni del suo regno né Carlo III hanno abitato stabilmente nel palazzo, preferendo Windsor o Clarence House.
Più museo che residenza
La scelta di Carlo III sembra dunque riflettere un'idea precisa della monarchia del XXI secolo. Buckingham Palace non perde il proprio valore simbolico; al contrario, lo rafforza come luogo di rappresentanza nazionale più che come abitazione privata. Restano alcuni appartamenti destinati al Re e alla Regina per le giornate di lavoro e per eventuali pernottamenti occasionali, ma il grande edificio affacciato su The Mall sarà sempre meno una casa e sempre più un patrimonio condiviso.
È una trasformazione silenziosa ma significativa: il palazzo che per quasi due secoli ha custodito la vita quotidiana dei sovrani britannici diventa progressivamente un luogo da vivere insieme ai cittadini, quasi un museo della monarchia ancora in funzione.



