Una provocazione. L’ennesima di Donald Trump che dopo aver attaccato frontalmente papa Leone XIV lunedì scorso, ha rilanciato sul social Truth un'immagine che lo raffigura abbracciato a Gesù Cristo. «Ai lunatici della sinistra radicale questa non piacerà, ma la trovo piuttosto bella», ha commentato il presidente.

Il post è arrivato all'indomani delle polemiche per un’altra illustrazione, poi rimossa, che ritraeva il presidente americano in tunica bianca mentre curava un malato. La foto, creata con l'intelligenza artificiale, era stata postata senza nessun commento. Ripresa poi da migliaia di utenti sui social aveva scatenato una cascata di reazioni indignate, come quella dell'ex deputata repubblicana Marjorie Taylor Greene, che con il tycoon ha rotto lo scorso novembre dopo averlo sostenuto per anni. «È più di una blasfemia, è uno spirito dell'Anticristo», ha scritto Greene su X.

Il presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump pubblica un post con una foto che lo ritrae accanto a Gesù, che lo abbraccia mentre lui poggia la sua testa su quella del messia, Roma, 15 Aprile 2026. TRUTH/THEREALDONALDTRUMP
Il presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump pubblica un post con una foto che lo ritrae accanto a Gesù, che lo abbraccia mentre lui poggia la sua testa su quella del messia, Roma, 15 Aprile 2026. TRUTH/THEREALDONALDTRUMP
Il presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump pubblica un post con una foto che lo ritrae accanto a Gesù, che lo abbraccia mentre lui poggia la sua testa su quella del messia, Roma, 15 Aprile 2026. TRUTH/THEREALDONALDTRUMP (ANSA)

La nuova immagine postata sui social segue quella di lunedì scorso, generata con l’IA e poi rimossa, che ha scatenato l’indignazione degli utenti – tra cui molti ex supporter Maga – in cui Trump è rappresentato nei panni di Gesù mentre cura un infermo circondato da fedeli. Soltanto diverse ore dopo, il post è scomparso dall’account del presidente Usa che più tardi, parlando in conferenza stampa, ha definito la notizia "fake news": «Sono ritratto come un medico che fa del bene agli altri», ha detto ai giornalisti.

L’attacco di JD Vance

Una serie di provocazioni di Trump che vanno di pari passo con le posizioni sostenute dal suo vice JD Vance che ha attaccato anche lui papa Leone prima dicendo che il Vaticano deve occuparsi di «questioni morali» e poi, nel corso dell’evento organizzato da Turning Point USA all’Università della Georgia ad Athens, rincarando la dose e affermando che il Pontefice sbaglia quando dice che i discepoli di Cristo «non sono mai dalla parte di coloro che un tempo brandivano la spada e oggi sganciano bombe».

Per spiegare il suo pensiero, Vance è tornato alla Seconda guerra mondiale e paragonato le battaglie attuali in cui è impegnata l’America con quelle di 80 anni fa: «Dio non era dalla parte degli americani che liberarono la Francia dai nazisti? Dio non era dalla parte degli americani che liberarono i campi di concentramento e quelle persone innocenti, quelle persone che erano sopravvissute all'Olocausto? Credo proprio di sì», ha detto in un’arena in gran parte vuota e dove non sono mancate contestazioni da parte del pubblico presente.

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance partecipa a un evento organizzato da Turning Point USA presso l’Akins Ford Arena del Classic Center di Athens in Georgia
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance partecipa a un evento organizzato da Turning Point USA presso l’Akins Ford Arena del Classic Center di Athens in Georgia

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance partecipa a un evento organizzato da Turning Point USA presso l’Akins Ford Arena del Classic Center di Athens in Georgia

(REUTERS)

Stando a quanto riportato dall'emittente Nbc, Vance ha poi detto di apprezzare quando il Pontefice interviene su temi come l’aborto, l'immigrazione o «questioni di guerra e di pace», ammettendo però di non essere sempre d'accordo con lui: «Ci sono certamente cose che il Papa ha detto negli ultimi mesi con cui non sono d’accordo. Come il vicepresidente americano è cauto sulle questioni di politica, anche il Papa dovrebbe essere cauto quando parla di teologia» ha aggiunto Vance: a suo dire, infatti, «bisogna assicurarsi che sia ancorata alla verità, ed è una delle cose che cerco di fare, ed è certamente qualcosa che mi aspetto dal clero, sia cattolico che protestante».

Secondo quanto documentato da un video del giornalista Jake Traylor, l’Akins Ford Arena risultava occupata per meno di un quarto dei posti disponibili mentre Vance parlava sul palco. Un dato che evidenzia una partecipazione inferiore alle attese per un evento di forte impronta politica.

L’intervento è stato anche segnato da una contestazione diretta: un partecipante ha gridato «Gesù Cristo non appoggia il genocidio!», riferendosi alla situazione a Gaza.

Vance ha replicato rivendicando i risultati dell’amministrazione guidata da Donald Trump, sostenendo che sarebbero stati fatti passi avanti sul piano degli aiuti umanitari e degli accordi nella regione. Il contestatore è stato poi allontanato.

A rendere più teso il contesto, anche l’assenza dell’amministratrice delegata di Turning Point USA, Erika Kirk, che secondo gli organizzatori non ha partecipato a causa di gravi minacce ricevute. Lo stesso Vance ha ammesso di aver temuto, fino a poche ore prima, una possibile cancellazione dell’evento.

Ma quanto accaduto ad Athens si inserisce in un quadro più ampio, che riguarda anche il rapporto tra la politica statunitense e il mondo cattolico. Negli ultimi giorni, infatti, gli attacchi di Trump nei confronti del Pontefice e della Santa Sede, hanno suscitato reazioni tra i fedeli cattolici e anche nella stessa base MAGA.

Un aspetto non secondario, anche sul piano elettorale. I cattolici hanno rappresentato una componente significativa del consenso che ha sostenuto Trump: secondo i dati delle elezioni del 2024, circa il 55% avrebbe votato per lui. Un rapporto che però mostra segnali di incrinatura. Un sondaggio precedente all’ultimo scontro con il Pontefice indicava un calo del consenso al 52%, anche alla luce delle critiche verso le politiche migratorie promosse dall’ex presidente.

In vista delle elezioni di midterm di novembre, questo progressivo raffreddamento potrebbe avere conseguenze politiche rilevanti. Il voto cattolico, storicamente non monolitico ma spesso decisivo, potrebbe rappresentare un banco di prova importante per il futuro equilibrio politico negli Stati Uniti.