E’ uno dei simboli culturali e religiosi dell’Ucraina, uno dei complessi monastici più antichi del Paese e del mondo ortodosso, storicamente e per lungo tempo sede del Metropolita di Kyiv, primate della Chiesa ortodossa ucraina legata al Patriarcato di Mosca. Dalla colline nel quartiere Pechersk, una zona di Kyiv che ospita numerosi musei, si affaccia imponente sul fiume Dnipro, con le inconfondibili cupole dorate delle sue chiese e dei suoi campanili. E nella notte fra il 14 e il 15 giugno non è stato risparmiato dagli attacchi russi. Il complesso monastico Pechersk Lavra di Kyiv, conosciuto anche come Monastero delle grotte, è rimasto gravemente danneggiato da una nuova pesante ondata di missili e droni russi sulla capitale. Ad essere colpita è stata in particolare la cattedrale della Dormizione, tra i principali monumenti architettonici della Lavra.

L’attacco a questo luogo di culto ha suscitato dolore, sgomento, indignazione. Il monastero delle Grotte fu fondato nel 1051 dai monaci Antonio e Teodosio, costruito con un complesso sistema di grotte sotterranee e catacombe che si estende per circa 600 metri. Insieme alla Cattedrale di Santa Sofia nel 1990 l’Unesco lo ha dichiarato Patrimonio dell’umanità. Da settembre del 2023, a causa della guerra, è stato inserito nella Lista dei patrimoni dell’umanità in pericolo.

In una nota diffusa oggi, l'Unesco condanna l’attacco che ha colpito il complesso monastico, così come «gli attacchi contro siti culturali, istituzioni educative, studenti, personale dell’istruzione e professionisti dei media, tutti soggetti protetti dal diritto internazionale».

Meta di visitatori e pellegrini, dopo l’invasione russa e l’inizio della guerra su vasta scala la Lavra è stata al centro di una disputa politica e religiosa. Il metropolita Onofrio ha apertamente condannato l’aggressione militare russa all’Ucraina e ha decretato l’indipendenza della Chiesa ortodossa ucraina dal Patriarcato di Mosca. Ma le autorità di Kyiv hanno avanzato sospetti sui legami fra i monaci della Lavra e la Federazione russa. E a novembre del 2022 i servizi di sicurezza hanno condotto un blitz nel monastero per verificare eventuali attività sovversive, di spionaggio e di propaganda filorussa. La spaccatura fra le autorità statali e la Chiesa legata al Patriarcato di Mosca non si è più ricomposta: Kyiv ha assegnato l’uso del monastero alla Chiesa ortodossa del Patriarcato di Kyiv (autocefala), guidata dal metropolita Epifanio.

Ad agosto del 2024 il Governo ha deciso di bandire la Chiesa ortodossa legata al Patriarcato di Mosca (guidata dal patriarca Kirill). Dopo l'attacco alla Lavra il metropolita Epifanio ha commentato: «Chiediamo preghiere per la salvezza del tempio dalla distruzione. Un altro crimine russo contro l’umanità, contro la storia, contro la cristianità».

Dal canto suo Mosca smentisce la responsabilità dell’attacco alla cattedrale: secondo il ministero della Difesa russo sarebbe stato un missile Patriot di fabbricazione statunitense a colpire il monastero.