A 2 anni dalla pronuncia della Corte Internazionale di Giustizia sull’illegalità dell’occupazione israeliana, Oxfam lancia la Campagna ©Palestina, tutti i diritti riservati per ribadire che i diritti del popolo palestinese sono inalienabili, universali e protetti dal diritto internazionale. Non sono favori o concessioni da negoziare.

La campagna intende infatti coinvolgere in azioni di mobilitazione chiunque ritenga giusto ribadire il diritto dei palestinesi a essere autori esclusivi del proprio futuro, proprietari della loro terra, acqua, protagonisti della ricostruzione a Gaza. Essenziale a questo fine sarà la pressione sul Governo italiano e l'Unione Europea per una radicale inversione di rotta che sostenga l'autodeterminazione del popolo palestinese e risponda adeguatamente ad una delle più gravi emergenze umanitarie del nostro tempo.

Un appello contenuto nel video-manifesto di campagna a cui ha prestato la voce l’attore e testimonial di Oxfam, Antonio De Matteo: “I diritti umani o sono universali, o sono a rischio per tutti. La loro protezione non si ferma ai confini e la loro violazione non rimane isolata. (…). Difendere i diritti dei palestinesi significa sostenere il principio fondamentale secondo cui a ogni persona spettano gli stessi diritti”.

Per sensibilizzare sui temi al centro della campagna saranno inoltre realizzate iniziative pubbliche nel corso dei prossimi mesi in alcune delle principali città italiane: flash mob, incontri con cittadini e istituzioni, la partecipazione di volontari e attivisti a Festival e rassegne estive (come il Men/Go Music Fest e la tournè dei Modena City Ramblers), il coinvolgimento di tanti testimonial.

Così la Palestina muore

“Gaza resa invivibile e la Cisgiordania frammentata al punto che è impossibile delinearne i confini, sono ormai dei luoghi dove si sopravvive tra stenti - ha detto Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia- Pur non dimenticando le atrocità del 7 ottobre 2023, causate dagli attacchi di Hamas, bisogna ricordare il genocidio commesso a Gaza, gli oltre 20.000 bambini morti e presi deliberatamente come bersaglio, le migliaia di persone in fila per un pezzo di pane sotto il fuoco dei cecchini, la mancanza di acqua che ha costretto ad abbeverarsi come animali direttamente da fonti sporche o a lavarsi e cucinare con l’acqua di mare. Come bisogna anche ricordare le aggressioni e la pulizia etnica in Cisgiordania, la distruzione di scuole e uliveti, le appropriazioni di greggi, le occupazioni e le colonizzazioni indiscriminate. Rischiamo un punto di non ritorno verso la sparizione definitiva della Palestina e del suo popolo.”

Raed Mansour tiene in mano il pacco alimentare di Oxfam distribuito agli sfollati. Lui e sua moglie si trovano in grande difficoltà nel preparare il cibo per i loro tre figli, che hanno perso molto peso durante la guerra d'Israele su Gaza.
Raed Mansour tiene in mano il pacco alimentare di Oxfam distribuito agli sfollati. Lui e sua moglie si trovano in grande difficoltà nel preparare il cibo per i loro tre figli, che hanno perso molto peso durante la guerra d'Israele su Gaza.
Raed Mansour is holding the Oxfam food parcel distributed among displaced people . He and his wife are challenged to make food for their three children who lost significant weighs during the Israel's war on Gaza. (Alef Multimedia Company/ Oxfam)

Inferno Gaza

Mentre gli attacchi e le operazioni militari a Gaza non si fermano, oltre 2 milioni di persone restano ammassate in appena il 35% del territorio della Striscia. Si sopravvive nella maggior parte dei casi con meno di 6 litri di acqua pulita al giorno a testa; mentre circa il 77% della popolazione (1,6 milioni di persone) soffre di gravi livelli di insicurezza alimentare, tra cui 132 mila bambini sotto i 5 anni, colpiti da malnutrizione acuta. La situazione più critica in questo momento è data dal sovraffollamento sommato alla mancanza di beni essenziali nei campi per sfollati a Deir al Balah ed Al Mawasi, oltre che tra le macerie di Khan Yunis e Gaza City (dove si sopravvive anche con meno di 2 litri d’acqua a persona). Qui, nel pieno di un’estate torrida, è altissimo il rischio di nuove epidemie dovute al caldo, alla disidratazione e alle continue infestazioni di topi e insetti. Nel frattempo, l’unico valico che consente l’ingresso intermittente di beni essenziali resta Karem Shalom.

Osama, Oxfam Staff, walks among tents and rubble in Gaza City (Alef Multimedia/Oxfam)

Complessivamente dall’annuncio del cessate il fuoco ad aprile è stato concesso l’ingresso a Gaza di appena 100 camion di aiuti umanitari al giorno (con il coordinamento ONU), assai meno dei 600 dichiarati da Israele. Aiuti insufficienti, che spesso rischiano di non raggiungere tutti quelli che ne hanno più bisogno.

“In questo contesto è difficile comprendere la permanenza dell'Italia come membro osservatore del Board of Peace, modalità neanche prevista dallo statuto dell'organismo. La situazione umanitaria resta infatti catastrofica mentre i prezzi dei pochi beni essenziali che arrivano sui mercati locali restano inaccessibili per centinaia di migliaia di famiglie che non possono contare su alcuna forma di reddito – continua Pezzati -Basti pensare che dall’inizio del conflitto il prezzo di grano e uova sono quintuplicati, il gas per cucinare costa più del doppio e i farmaci di base rimangono fuori portata. Israele continua inoltre ad impedire l’ingresso dei materiali che servirebbero a ripristinare le infrastrutture idriche essenziali, dopo averne distrutte circa il 90%”.

Annessione Cisgiordania

In Cisgiordania l’inaudita violenza dei coloni, sostenuti dalle forze militari israeliane, priva le comunità palestinesi di risorse essenziali, provocando sempre più vittime: da gennaio 2025 (all’aprile di quest’anno) si sono già verificati quasi 2.600 attacchi che hanno causato 284 vittime, tra cui 66 bambini e più di 5 mila feriti. Un piano di pulizia etnica che non tende ad attenuarsi, dato che nei primi 4 mesi del 2026 si sono registrati altri 788 episodi con morti e feriti o il danneggiamento di abitazioni, la distruzione di frutteti, raccolti, infrastrutture essenziali. Solo a marzo gli attacchi dei coloni hanno causato perdite agricole per oltre 4,2 milioni di dollari. L’evidente piano di annessione israeliano ha provocato quasi 40 mila nuovi sfollati nell’ultimo anno e mezzo sui 46 mila causati dall’inizio del conflitto, esercitando un sempre più forte soffocamento delle capacità di sussistenza della popolazione. I palestinesi inoltre non hanno quasi più alcun controllo sulle risorse idriche. Le conseguenze per l’agricoltura e l’economia sono gravissime: perdite complessive per miliardi di euro all’anno, un aumento del tasso di povertà dal 12% al 28% negli ultimi 2 anni, disoccupazione raddoppiata da ottobre 2023 e arrivata al 35%.

Diritti, non concessioni

In difesa di tutti i diritti inalienabili riservati al popolo palestinese, Oxfam invita tutti i cittadini di aderire e partecipare alla Campagna, che si svilupperà attraverso 3 richieste principali rivolte al Governo Italiano:

Stop al blocco di aiuti salva vita a Gaza:

consentendo il pieno accesso umanitario alla popolazione e l’operatività senza limitazioni delle organizzazioni, come Oxfam, impegnate nel soccorrere decine di migliaia di famiglie allo stremo.

Stop all'occupazione illegale del Territorio Occupato:

vietando il commercio con gli insediamenti illegali, attraverso l’adozione della proposta di legge - elaborata da Oxfam con il sostegno di una coalizione italiana di organizzazioni -che ha come primi firmatari Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Elly Schlein e Angelo Bonelli;

chiedendo ad Israele di porre fine alla sua presenza illegittima nel Territorio Palestinese Occupato nel modo più rapido possibile;

favorendo un processo di ricostruzione di Gaza che includa il popolo palestinese e sia esteso alle aree colpite dal conflitto in Cisgiordania e a Gerusalemme est;

attraverso il riconoscimento da parte dell’Italia dello Stato palestinese, non come mero atto formale, bensì accompagnandolo con un piano che salvaguardi i diritti e il benessere del popolo palestinese, compreso il diritto al ritorno dei rifugiati, come affermato dalla Risoluzione 194 delle Nazioni Unite.

Stop all’impunità di Israele:

chiamandolo a rispondere dei crimini commessi a Gaza e in Cisgiordania di fronte ai Tribunali Internazionali competenti e interrompendo ora e in futuro qualsiasi trasferimento di armamenti a Israele;

Si può aderire alla campagna su: oxfam.it/palestina-tuttiidirittiriservati