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Abitanti di Kyiv a bordo di un autobus passano accanto al punto del Ponte Nord colpito da un drone russo il 4 ottobre.
Oltre 15.200 civili in Ucraina sono stati uccisi o feriti a seguito dell’aggressione russa e della guerra durante i primi otto mesi del 2026. Il dato agghiacciante è stato riferito dall’alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani Volker Turk, nel corso della riunione del Consiglio per i diritti umani dell'Onu a Ginevra.
In base ai dati del rapporto, l’incremento più consistente si è verificato nelle regioni di Donetsk, Kharkiv, Sumy e Zaporizhzhia: il 62% in più rispetto al 2025 a causa dell'uso di bombe aeree guidate da parte della Russia, che da gennaio 2026 hanno ucciso 2500 persone. «La guerra in Ucraina è una catastrofe per i diritti umani che cresce e si intensifica di settimana in settimana», ha affermato l’alto commissario.


La voragine creata da un drone russo che ha colpito il Ponte Nord di Kyiv.
(REUTERS)Particolarmente drammatica è la situazione umanitaria di Oleshky, nella regione di Kherson, sul fronte meridionale. Situata sulla riva sinistra del fiume Dnipro, di fronte a Kherson, la cittadina è occupata dalle forze russe dal 2022. Qui «circa duemila persone sono intrappolate in condizioni disperate, senza acqua corrente, elettricità né gas. Le consegne di cibo sono state gravemente interrotte e l'ospedale sta esaurendo il carburante per far funzionare i generatori».
I dati riferiti da Turk restituiscono una fotografia drammatica della condizione della popolazione in Ucraina, che vive ormai in un «costante stato di terrore». «L’Ucraina è un laboratorio per la guerra con i droni», afferma l’Alto commissario. Che denuncia l’«incessante brutalità» nella quale emergono «livelli scioccanti» di violenza sessuale contro civili e prigionieri. «La Federazione Russa si serve di questi atti aberranti per torturare, intimidire e costringere individui e comunità. Degli oltre 1.000 casi documentati dal mio Ufficio, l'89% è stato attribuito alle autorità russe e l'11% all'Ucraina. La maggior parte delle vittime erano uomini, soprattutto nei luoghi di detenzione, ma sono state colpite anche donne e bambini, principalmente nei territori occupati. Oltre alla pace, deve esserci una presa di responsabilità».


Una casa ridotta in macerie da un attacco russo nella regione di Kharkiv.
(REUTERS)Come il rapporto sottolinea, la strategia bellica di Mosca ha subìto un radicale cambiamento, puntando a terrorizzare e fiaccare psicologicamente la popolazione civile e colpendo la vita quotidiana degli abitanti: sempre più spesso i bersagli degli attacchi sono centri urbani, quartieri residenziali, istituzioni culturali, scuole, università, ospedali, ferrovie, distributori di benzina, aziende, attività commerciali, supermercati.
Turk non risparmia parole molto dure contro il Paese aggressore, la Russia, la cui società «sprofonda sempre più nella paura, nella negazione e in un'economia militarizzata che antepone la morte e la distruzione alla salute e all'istruzione. Sono sconvolto dalla mancanza di empatia dimostrata».
Il 3 ottobre l’offensiva russa ha preso di mira il Ponte Nord di Kyiv, uno dei ponti principali della capitale, sul fiume Dnipro, mentre era pieno di veicoli in transito. Tra l’1 e il 2 ottobre ad essere attaccato con i droni era stato il Ponte Sud.
È notizia di oggi 5 ottobre che nel distretto industriale di Kharkiv una persona è rimasta uccisa e sei ferite in seguito a un doppio attacco missilistico condotto dalle forze russe con missili Banderol, una tipologia di arma che, combinando le caratteristiche di un missile da crociera e di un drone a reazione, è difficile da intercettare per le difese aeree ucraine.




