Orrore a Manchester, dove un’esplosione ha ucciso 19 persone e provocato 50 feriti al termine del concerto della popstar americana Ariana Grande. Il concerto era seguito da migliaia di persone, tra loro anche bambini e adolescenti, fan della cantante, che conta 106 milioni di followers su Twitter. L’esplosione è avvenuta verso le 22,35, ora locale, quando il concerto stava ormai terminando. La bomba, forse indossata da un attentatore suicida, è esplosa nel foyer della Manchester Arena, in un luogo di passaggio fra l’impianto che ospitava lo show, la stazione ferroviaria di Victoria e un capolinea dei tram. Il pubblico ha cominciato a fuggire, molti bambini si sono persi e i genitori hanno lanciato appelli disperati sui social per ritrovarli. I soccorritori hanno trovato a terra decine di corpi, fra morti e feriti. Molte ferite erano aggravate da chiodi e pezzi di metallo mischiati con l’esplosivo. Nella notte molti mancuniani (gli abitanti di Manchester) hanno offerto ospitalità nelle loro case a chi non era in grado di tornare a casa usando sui social l’hashtag #RoomforManchester. “Ho un divano, un pavimento, coperte, del tè e abito a 5 minuti dall’Arena”, ha scritto una donna su Twitter. Il primo ministro Theresa May parla di “orrendo attentato”, ha sospeso la campagna elettorale (nel Regno Unito sono previste le elezioni anticipate l’8 giugno) e per oggi ha convocato una riunione di emergenza del comitato di sicurezza Cobra. Il ministro degli interni Amber Rudd parla di “attacco barbaro che colpisce deliberatamente alcuni fra i più vulnerabili della nostra società”. Al momento non ci sono rivendicazioni dell’attentato, anche se molti siti vicini ai gruppi jihadisti inneggiano alla strage. Quello di stanotte è il più grave attentato terroristico che colpisce il Regno Unito dopo quelli del 7 luglio 2005. Allora le esplosioni nella metropolitana e su altri mezzi pubblici di Londra provocarono 56 morti e oltre 700 feriti.