PHOTO
«Resta da capire il perché dei troppi silenzi che ci sono stati, ma finalmente dopo la verità storica abbiamo anche la verità giudiziaria». La sentenza di piazza Loggia, che dopo 41 3 inchieste e 12 processi, condanna all’ergastolo gli ordinovisti Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonti, «è estremamente importante non solo per noi familiari, ma per il nostro Paese», prosegue Manlio Milani, presidente dell’associazione Casa memoria, e che nella strage di Brescia perse la moglie Livia.
Dopo che la Cassazione, il 21 febbraio dello scorso anno, aveva rinviato all’appello giudicando «ingiustificabili e superficiali» le assoluzioni a carico dei due condannati, i giudici di Milano hanno invece stabilito che Maggi è stato ispiratore e mandante e Tramonti ha partecipato alle riunioni organizzative e ha fatto da punto di collegamento con i servizi segreti contribuendo a depistare le indagini sulla strage che causò 8 morti e 100 feriti.
Difficilmente i due condannati sconteranno l’ergastolo visto l’età e le malattie, «ma non ci interessa la vendetta», ha dichiarato Manlio Milani, «la cosa importante è essere arrivati a una sentenza che accerta la verità dei fatti. Oggi possiamo dire che abbiamo dei punti fermi sul come e perché sono state realizzate quelle stragi». Un pezzo di verità che rende più forte la nostra Repubblica.




