Sono Lucia Bellaspiga (Avvenire), Lorenzo Giroffi (Rai 3), Fausta Speranza (Famiglia Cristiana) e Joaquim Franco e Antonio Marujo (CNN Portugal) i vincitori dell'ottava edizione del Premio "Giuseppe De Carli", promosso dall'Associazione culturale "Giuseppe De Carli" con la collaborazione dell'Associazione ISCOM e della Facoltà di Comunicazione Istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce.

La consegna dei premi è avvenuta mercoledì 10 dicembre all’Università Pontificia Santa Croce di Roma, anticipata da una tavola rotonda sul tema "Dalla speranza all'azione: ricucire il mondo".

Una famiglia allargata e multiculturale
Il primo premio della sezione "Testimoni di speranza" è andato alla giornalista Lucia Bellaspiga per l'articolo CasaMondo, la nostra follia d'amore (Avvenire).
 

Shoah romana
Il secondo premio di questa sezione è andato invece a Joaquim Franco e António Marujo, autori per TVI-CNN Portugal di un reportage sulla figura di padre Joaquim Carreira, sacerdote che, durante l'occupazione nazista di Roma, salvò decine di perseguitati offrendo loro rifugio.

Il buio dei Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR)
Ad aggiudicarsi il premio nella sezione "Comunicazione e migranti" è stato invece il giornalista Lorenzo Giroffi, con un'inchiesta per la trasmissione Il Cavallo e la Torre di RAI 3, in cui si racconta la cruda realtà dei Centri di Permanenza per i Rimpatri.

Custodia di Terra Santa
Per la terza sezione - "Giornalismo e tradizioni religiose" - ha ricevuto il premio Fausta Speranza con un servizio su Famiglia Cristiana, in cui racconta Gerusalemme in tempo di guerra mettendo al centro la possibilità di dialogo tra fedi e la forza della memoria, accompagnando il lettore nei luoghi del futuro Museo della Custodia di Terra Santa.
 

La visione di Giuseppe De Carli
«Quest’anno ricorrono quindici anni dalla scomparsa di Giuseppe De Carli, e proprio in questo tempo così carico di incertezze ci accorgiamo di quanto la sua visione del giornalismo resti sorprendentemente attuale», ha commentato Giovanni Tridente, presidente dell'Associazione Giuseppe De Carli nel saluto introduttivo. «Il giornalismo religioso può e deve essere una forma di tessitura, capace di ricucire ciò che la comunicazione spesso esaspera o polarizza. È il modo migliore per onorare chi, come Giuseppe De Carli, ha saputo unire competenza e misura, passione e rispetto», ha concluso Tridente.