Di necessità, virtù. Le banche chiedono garanzie che non ci sono, la crisi attanaglia i bilanci e a chi serve un mutuo non resta che chiedere somme più basse. Anche quando i soldi servono per spese importanti, come l’acquisto della prima casa. Negli ultimi tre mesi il “taglio” si aggira intorno al 9% per le somme richieste, secondo quanto rivela una ricerca di Mutui.it: se a novembre 2010 l’importo medio dei finanziamenti era di 160mila euro, oggi è di 146mila. Prima si puntava a coprire il 75% del valore con il prestito bancario, ora si è scesi al 63% e si restituisce in 25 anni. Tra il “prima” e il “dopo” c’è stato il crollo dell’economia. Cifre più basse ed età anagrafica più alta: fino alla soglia dei 40 anni non si parla di comprare casa, a riprova della difficoltà di avere una stabilità economica sufficiente per accedere ai mutui. «I dati emersi dalla nostra indagine – spiega Lorenzo Bacca, responsabile Business Unit di Mutui.it – provano che in tempi di crisi l’accesso al mutuo è materia per chi già dispone di risparmi. Anche chi vuole dedicarsi al primo progetto “da adulti” ha bisogno di costruirsi una solidità economica per ottenere la concessione del finanziamento; chiedere mutui per pagare il 100% del valore dell’immobile vuol dire esser certi di ottenere un rifiuto da parte delle banche. Naturale, quindi, che anche l’età media salga e che il sogno dell’indipendenza si faccia più lontano per i giovani». Diversa anche la scelta del tipo di mutuo: un anno fa solo il 27% delle richieste era orientata per quello a tasso variabile, mentre oggi si è arrivati al 42%, una scelta legata agli aumenti di spread imposti dalle banche.
Il crollo della richiesta di mutui, emerso già nel terzo semestre 2011, è stato registrato anche dai dati di Bankitalia: rispetto al terzo trimestre 2010 il calo è stato pari al 16%, mentre nel quarto trimestre i dati sembrano ancora peggiori (si deve attendere lo studio che sarà pubblicato ad aprile per poterli quantificare). Tecnocasa ha condotto uno studio per capire chi è che comunque continua a rivolgersi alle banche: nel 75% dei casi si tratta di uomini italiani. Niente da stupirsi sul sesso (il dato che mette in minoranza le richieste da parte di donne è storico), mentre si registra una forte contrazione della quota di cittadini stranieri, anche dell’area euro, che acquista in Italia. L’88% dei mutuari sono italiani, perché gli stranieri hanno maggiori difficoltà economiche e di garanzie da offrire agli istituti di credito. Poco meno dell’8% è rappresentato da cittadini dell’Eurozona, mentre tutte le altre provenienze si assestano sotto l’1%. A dimostrazione che è la crisi economica a influenzare questi dati c’è il crollo di domande soprattutto nel Nord-Est e che 8 richiedenti su 10 hanno un contratto a tempo indeterminato. Anche se “noioso”, il posto fisso pare l’unico in grado di smuovere le banche quando si parla di mutuo.
Il crollo della richiesta di mutui, emerso già nel terzo semestre 2011, è stato registrato anche dai dati di Bankitalia: rispetto al terzo trimestre 2010 il calo è stato pari al 16%, mentre nel quarto trimestre i dati sembrano ancora peggiori (si deve attendere lo studio che sarà pubblicato ad aprile per poterli quantificare). Tecnocasa ha condotto uno studio per capire chi è che comunque continua a rivolgersi alle banche: nel 75% dei casi si tratta di uomini italiani. Niente da stupirsi sul sesso (il dato che mette in minoranza le richieste da parte di donne è storico), mentre si registra una forte contrazione della quota di cittadini stranieri, anche dell’area euro, che acquista in Italia. L’88% dei mutuari sono italiani, perché gli stranieri hanno maggiori difficoltà economiche e di garanzie da offrire agli istituti di credito. Poco meno dell’8% è rappresentato da cittadini dell’Eurozona, mentre tutte le altre provenienze si assestano sotto l’1%. A dimostrazione che è la crisi economica a influenzare questi dati c’è il crollo di domande soprattutto nel Nord-Est e che 8 richiedenti su 10 hanno un contratto a tempo indeterminato. Anche se “noioso”, il posto fisso pare l’unico in grado di smuovere le banche quando si parla di mutuo.



