Gerardo D’Ambrosio è stato uno dei simboli dell’Inchiesta Mani Pulite e di Tantgentopoli. Ma cosa resta di quel periodo dopo 22 anni? Sono morti Bruno De Mico, il costruttore che rivelò ad Antonio Di Pietro i primi intrecci tangentizi, e Francesco Paolo Mattioli, il direttore finanziario della Fiat che non aveva coinvolto al processo i vertici aziendali. Di Di Pietro, che ha appena abbracciato la professione di avvocato e si candida alle europee, sappiamo tutto. Quanto al procuratore di Mani Pulite Borrelli, si gode la pensione coltivando la sua passione per la musica classica. Anche un altro intellettuale del pool, Gherardo Colombo, è andato in pensione, ma gli impegni non gli mancano: oggi è consigliere di amministrazione della Rai e presidente dell’editrice Garzanti, per non parlare dei numerosi incontri in giro per l’Italia. “Incontro 50 mila studenti l’anno”, ha dichiarato in un’intervista.

Tra i pubblici ministeri del nucleo iniziale di Mani pulite oggi resta in attività solo Piercamillo Davigo, che a 60 anni è consigliere di Cassazione. Italo Ghitti, il giudice per le indagini preliminari è presidente del tribunale di Monza. Ricordando Craxi, scuote la testa: “La scena delle monetine lanciate contro di lui nel 1993 davanti all’hotel Raphaël fu una delle peggiori manifestazioni di odio di massa”. Fra gli avvocati più attivi ai tempi di Tangentopoli, molti sono entrati in politica, come Gaetano Pecorella, che  è in Parlamento dal 1996. Giovanni Maria Flick è stato ministro della Giustizia nel 1996, sotto Romano Prodi, e nel 2000 è entrato alla Corte costituzionale per poi esserne il presidente fino al febbraio 2009. Quanto a Mario Chiesa, è finito nuovamente nelle maglie della giustizia nel marzo 2009 per una storia di discariche abusive e di truffe. E Giuliano Spazzali, avvocato del finanziere Sergio Cusani, uno dei protagonisti del processo Enimont, la madre di tutte le tangenti, è andato in pensione. Cusani, che ha affrontato la detenzione quasi stoicamente, oggi  fa il consulente per i metalmeccanici della Cgil e si occupa di recupero dei detenuti. Tantgentopoli è sempre più materia di storia.

Se guardiamo ai dati, in quel periodo, l’Italia si trasformò in una gigantesca aula di tribunale: l’inchiesta Mani Pulite si è rivelata una valanga senza fine che ha travolto migliaia di politici e imprenditori. Le inchieste della Procura di Milano, soprattutto dopo le elezioni del 5 aprile 1992, che hanno segnato il tracollo del Pentapartito e il successo della Lega Nord (che più tardi conquisterà Milano esprimendo un sindaco leghista, Marco Formentini), preluderanno alla nascita della Seconda Repubblica. Dal 17 febbraio del 1992 al marzo del 1994 verranno emessi nelle Procure di tutta Italia 25.400 avvisi di garanzia (di cui 110 tra parlamentari o amministratori coinvolti) e saranno arrestate 4.525 persone tra imprenditori e politici[1]. Ci saranno anche 10 suicidi, tra cui il presidente dell’Eni Gabriele Cagliari e il patron del Gruppo Ferruzzi Raul Gardini. Ma vent’anni dopo, la corruzione è stata debellata? Mani Pulite è servita? Beh, fate un po’ voi…   [1] Ilvo Diamanti, conferenza su Tangentopoli, Auditorium Parco della musica, 13 aprile 2008.