Parenti a frotte, esagitati, urlanti e talvolta anche molesti. Spintoni, bottiglie di prosecco per festeggiare e a terra i residui della baldoria.. Insomma, scene della peggiore goliardia. E poi i classici “scherzi” all’incoronato di turno che scandiscono ormai anche il calendario delle lauree dell’Alma mater di Bologna. Lamentele e ammonizioni da parte del rettore non sono servite a molto finché oggi i professori del Dams, lo storico corso di laurea in Discipline delle arti della musica e dello spettacolo, hanno deciso un drastico stop all’indecorosa deriva. Da luglio, niente più proclamazione pubblica per i novelli dottori delle lauree triennali. Il voto arriverà direttamente a casa on line, senza cerimonia pubblica. Nemmeno una stretta di mano da parte del relatore della tesi, nemmeno una foto con gli amici né un applauso liberatorio. Chi vorrà, naturalmente, potrà indossare in privato l’agognata corona d’alloro, oggi tornata in auge. I parenti potranno portare fiori e pasticcini, ma le aule della facoltà avranno scongiurato l’assalto.

La decisione è appena stata presa e già si è alzato un coro di polemiche. Quella del Dams, infatti, è una scelta radicale, che si scontra con una tradizione ormai collaudata. Peccato che negli ultimi dieci anni quella che era una cerimonia dai toni sobri, riservata alla famiglia e alla cerchia degli intimi, si sia trasformata in un evento da circo, con tanto di cartelli appiccicati ovunque per annunciare l’evento e parenti così indisciplinati da risultare ingestibili.

«Non ho nessun problema a difendere questa scelta che è una presa d’atto di quello che avviene», ha dichiarato Claudio Marra, presidente del corso di laurea. “Assistiamo alla rinascita del peggior goliardismo, quello che il Sessantotto aveva spazzato via e che ora rientra dalla finestra nel peggiore dei modi".
La cerimonia pubblica all’inizio mi sembrava una cosa bella”, ha continuato, “poi mi sono ricreduto per ragioni logistiche, perché ormai siamo arrivati a livelli incontrollabili. Io stesso sono stato fisicamente aggredito da parenti che non riuscivano a entrare in aula alla proclamazione".

I professori del Dams di Bologna invocano anche motivazioni di carattere culturale, perché “la laurea triennale ormai è un super liceo, non la si può enfatizzare come se gli studenti conseguissero un dottorato a Oxford". Tutto sacrosanto, al punto che altri corsi di laurea potrebbero presto adottare la stessa decisione. Dispiace pensare che ci rimetteranno le famiglie normali, che sono poi la maggior parte. Quelle che non si sognerebbero mai di spintonare un professore o di invadere le sedi universitarie con bottiglie, torte e bicchieri di carta, agghindati come per una cerimonia degli Oscar. Nonne intimidite e fiere dei nipoti, mamme e papà che hanno chiesto un permesso di lavoro per non perdersi un momento irripetibile.

 La proclamazione pubblica, vissuta ovviamente col decoro che merita, rimane un evento emozionante, partecipare per crederci, ed è un peccato privarsene. Anche perché non tutti proseguiranno fino alla laurea magistrale. Questa volta l’online perde contro l’aula magna, zero a dieci.