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Una rosa su una sepoltura, un gesto di cura nel ricordo dei defunti
«Mi fa male pensare che sia morto lì sulla panchina, da solo. Mi domando: ma se fosse stato in dormitorio, si sarebbe salvato?». Roberta Campani, responsabile dell’associazione L’Armadio dei poveri di Monza, conosceva bene Massimo, il senzatetto trovato morto la scorsa settimana in un parco di Monza. Proprio con l’associazione Campani ha lanciato una raccolta fondi a favore dell’amico senza fissa dimora. «L’idea mi è venuta dopo il funerale, anche quello celebrato in solitudine. In chiesa eravamo solamente in 15: non un’epigrafe, non un avviso murario, niente che lo potesse ricordare anche fuori dalla chiesa. Mi sono detta che Massimo meritava almeno una degna sepoltura, così ho attivato la colletta fra i concittadini».


57 anni, Massimo era una persona «buona ed educata, certo con il suo passato e il suo presente», dice ancora Campani che, per aiutare concretamente chi si trova in difficoltà, sei anni fa ha dato vita all’associazione con cui distribuisce cibo, vestiti, scarpe e casalinghi a chiunque ne faccia richiesta.
«La prima volta che ci siamo visti mi aveva chiesto un aiuto per andare a chiedere il divorzio. L’avevo aiutato, dandogli anche abiti adatti. Poi, negli anni, ogni volta che ci reincontravamo per strada ricordavamo l’episodio cercando di riderci su: Massimo era una bellissima persona».
Da una decina di giorni Massimo non aveva più accesso al dormitorio cittadino. In giornate climaticamente faticose per tutti, l’afa e il caldo estremo potrebbero aver ulteriormente pesato su una condizione già di per sè di generale fragilità, provando Massimo fino a morire. «L’hanno trovato la mattina al parco Nei, sdraiato sulla panchina, con accanto un sacchettino con il cibo. Probabilmente è stato male nella notte», dice ancora la volontaria.


Una morte che lascia davvero senza parole per quel senso di solitudine e precarietà che lo stesso Massimo deve aver provato più volte anche nella vita. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con ambulanza e automedica, oltre ad una pattuglia della Polizia di Stato, ma non è stato possibile fare altro se non constatare il decesso.
Tutto sempre in solitudine. Ora la raccolta fondi servirà almeno a realizzare una lapide per ricordare degnamente Massimo, sepolto nell’area del cimitero di Monza destinata ai casi di indigenza. Un gesto di cura e umanità per un uomo che tanti ricordano con simpatia.





