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In italia ci sono circa 26 mila parrocchie, a cui si aggiungono altre chiese nei centri più piccoli. E per ognuna di esse c’è un sacrestano, la figura di riferimento per i fedeli, il primo che apre la porta della chiesa, che si aggira sollecito tra le panche, che la tiene in ordine, la rende accogliente. Molti sono veri e propri impiegati a tempo pieno, con tanto di salario, la maggior parte lo fa a titolo volontario. Siamo andati a conoscere uno di questi sacrestani per vocazione, una donna, Aurora Corradi, che abita nel paese di Torriggia, una frazione della celebre Laglio, località passata alle cronache per le sue belle ville affacciate sul Lago di Como, meta privilegiata di magnati russi e star dello spettacolo, come George Clooney.
La chiesina, dedicata a san Bartolomeo, svetta con il suo campanile tra le case in pietra addossate le une alle altre su una collina che si affaccia sul lago. Una vista stupenda, appena offuscata da una giornata un po’ grigia e nebbiosa. «Accudisco la chiesa da circa quarant’anni», racconta con orgoglio Aurora Corradi. «Prima ero l’aiutante di un’amica che ora non c’è più. Tredici anni fa ebbe un malore e mentre la portavano via con l’autolettiga mi diede in eredità le chiavi della chiesa». Ed è con quelle chiavi che custodisce religiosamente che Aurora ogni domenica mattina alle 7.30 apre la porta della chiesa e comincia a prepararla per la Messa delle 8.30. Le pulizie, i fiori sull’altare, i libretti dei canti da distribuire sulle panche e d’inverno il riscaldamento da accendere.
«Questa chiesa la tengo come se fosse la mia seconda casa, appena ho un momento libero vengo qui, e lo faccio per puro spirito di servizio alla comunità». Pochi minuti prima della Messa un rito antico, che qui è rimasto quello di una volta: il suono delle campane tirando su e giù le corde, mentre nella maggior parte delle chiese ci sono le campane elettriche. Ci pensa sempre lei, Aurora: «Non è faticoso, ed è bello sentire lo scampanìo di cinque minuti che richiama i fedeli». È un orario comodo, perché così la gente dopo ha tutta la domenica libera. Vengono gli abitanti di Torriggia, quelli dei paesi vicini, ma anche i numerosi villeggianti che hanno la seconda casa qui. Celebra la Messa il parroco di Laglio, don Maurizio Uda, che si divide tra Carate, Brienno e varie frazioni. «Aurora è una persona affidabile e umile. Se potessi», dice con una battuta don Maurizio «la farei diaconessa!».
Le campane suonano anche in occasione dei matrimoni e dei funerali. In questo secondo caso il suono si differenzia: la campana più fine se è una donna, più grossa se è un uomo. E poi c’è la ricorrenza di San Bartolomeo (nella chiesa c’è un’interessante statua lignea del santo), la fine di agosto. «È una bellissima festa», spiega Aurora. «Si portano canestri con torte e funghi che vengono venduti e il ricavato va alla chiesa. Esiste anche il Pio consorzio, nato nel 1831, che negli ultimi tre giorni di gennaio, quelli della merla, organizza una celebrazione dei defunti. In quell’occasione tutti i paesani partecipano alla Messa al suono dell’organo. Nel mese di maggio don Maurizio gira nelle frazioni per i rosari all’aperto».
«Dopo la Messa si fanno le confessioni», aggiunge Aurora. «Qualche buonanima del paese porta i fiori nelle occasioni speciali. I bambini fanno la raccolta delle offerte e io faccio le letture. Poi la gente se ne va, rimango solo io a pulire e riordinare. Fino a chiudermi la porta alle spalle in attesa della domenica successiva o della chiamata di don Maurizio».
Foto di Fabrizio Annibali





