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Alla fine la scomunica è arrivata, con un annuncio dato dalla Santa Sede. Scomunicati per il delitto canonico di scisma. La Dottrina della fede ha dunque deciso di mettere fuori dalla Chiesa il gruppo del "Bambinello di Gallinaro", in Ciociaria, provincia di Frosinone. I fedeli, legati alla pseudo veggente Giuseppina Norcia, dopo la morte della donna, hanno continuato a vedersi fondando la "Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme".
Con un documento letto domenica in tutte le chiese della diocesi di Cassino-Pontecorvo-Aquino-Sora, i vicari generali monsignor Antonio Lecce e monsignor Fortunato Tamburini, hanno così portato a conoscenza di tutti i fedeli le conclusioni cui sono arrivati gli esperti che in questi anni hanno tenuto sotto osservazione il gruppo. Secondo la Santa Sede i fedeli farebbero parte di una vera e propria setta con a capo Samuele Morcia, il genero della pseudo veggente. Il culto era nato attorno alle apparizioni, mai riconosciute dalla Chiesa, del Bambino Gesù a Giuseppina ancora piccola. Nel corso degli anni la veggente ha continuato a dichiarare di avere le apparizioni. Attorno a queste "visioni" si sono creati pellegrinaggi, presunte guarigioni e un giro di affari milionario. E i fedeli si sono via via allontanati dalla Chiesa cattolica. Il gruppo «denominato "Bambino Gesù di Gallinaro" o "Nuova Gerusalemme"», recita il comunicato, «è impegnato a diffondere in diverse località dottrine falsamente religiose e insegnamenti biblici distorti ed estranei alla verità dei testi sacri. La posizione dottrinale di tale gruppo è chiaramente contraria alla fede cattolica, in quanto obbliga i fedeli a non frequentare i sacramenti, a disapprovare gli insegnamenti e la stessa autorità del Papa, a non avere relazioni con i sacerdoti e le rispettive comunità parrocchiali, a trasgredire la disciplina ecclesiastica».
Infine, recita la nota, la sua costituzione, il 4 ottobre 2015, in un nuovo ente, è un atto scismatico e ha, come conseguenza, che «le iniziative della sedicente organizzazione pseudo-religiosa denominata “Chiesa cristiana universale della nuova Gerusalemme” sono in assoluta opposizione alla dottrina cattolica, e pertanto nulla hanno a che fare con la grazia della fede e della salvezza affidate da Gesù Cristo alla Chiesa fondata sulla salda roccia dell’apostolo Pietro». Quindi, le persone che aderiscono «alla suddetta associazione incorrono nella scomunica “latae sententiae” per il delitto di scisma».
Il gruppo è sotto osservazione da diversi anni. Già nel 1992 una nota della Diocesi metteva in guardia i fedeli da «fatti che tendono a presentarsi come “straordinari” o “soprannaturali”, mentre non risultano tali né per origine, né per natura, né per contenuto. Ciò vale anche per affermate guarigioni che si dicono colà avvenute, in quanto non provate scientificamente e mai presentate e sottoposte ad esame degli organi competenti». Nel 2001 la diocesi prendeva nuovamente le distanze «da ogni coinvolgimento o approvazione del suddetto fenomeno religioso». Fino alla decisione, voluta dallo stesso papa Francesco, di procedere alla scomunica.




