Reduce dal trionfo al box office del suo ultimo film Si accettano miracoli, Alessandro Siani si è presentato all'Ariston infilando subito una serie di battute di cattivo gusto: ha iniziato apostrofando alcuni spettatori anziani con: «Chi sta guardando penserà: stiamo pagando il canone o l'Inps?», poi ha proseguito rivolgendosi a un bambino sovrappeso seduto in prima fila: («Ce la fai a entrare nella poltrona zio?») e, infine, una volta sul palco ha infierito contro alcuni orchestrali ironizzando sulla calvizie e ancora una volta sul sovrappeso. Insomma una comicità tutta giocata sui difetti fisici, la più facile e risaputa. E che non ha risparmiato nemmeno il conduttore («Carlo, se ti vede Salvini ti chiede il permesso di soggiorno»), con evidente riferimento alla passione di Conti per l'abbronzatura (che tra l'altro ieri sera era molto meno marcata del solito, ma la "battuta" ormai era nel copione. E' andata un po' meglio con le gag sull'Expo e soprattutto con il ricordo del conterraneo Pino Daniele, apparso davvero sincero.

Ma ormai la frittata era fatta. Il web si è subito scatenato contro il comico e quando Carlo Conti poco dopo ha annunciato che Siani avrebbe devoluto il suo cachet agli ospedali pediatrici Santobono di Napoli e Gaslini di Genova, è sembrato solo un tentativo di "riparazione", anche se oggi il conduttore in conferenza stampa ha detto che non è stato così. Così com'è sembrato il tentativo di rimediare in corner l'invito di Siani in camerino del bambino in sovrappeso, con tanto di foto scattata insieme. In molti hanno anche ipotizzato che fosse tutta una montatura, come Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui diritti dei minori e membro della commissione ministeriale per la stesura del Codice Tv e Minori: «Il caso Siani, che a Sanremo per qualsivoglia motivo, spontaneo o artatamente costruito, irride ad un bambino in sovrappeso, si inserisce in un contesto di degrado, rispetto alle norme vigenti in materia di Tv e Minori, che su Rai1 galoppa a tutto spiano da tempo».