Per chi viaggia tra Italia e Spagna, da oggi cambiano le regole ai confini. La decisione arriva dopo la sospensione degli effetti dell’accordo di Schengen disposta dal governo italiano e la successiva risposta di Madrid, che ha annunciato a sua volta il ripristino dei controlli alle frontiere. Per i viaggiatori italiani non si tratta, però, di un divieto di ingresso o di una nuova procedura burocratica generalizzata: i collegamenti tra i due Paesi restano operativi, ma chi si sposta potrà essere sottoposto a controlli dei documenti.

La misura spagnola è entrata in vigore dalla mezzanotte di sabato 8 agosto e resterà, salvo modifiche, fino alla mezzanotte del 7 settembre. I controlli saranno effettuati a campione e riguarderanno l’identità e la nazionalità dei viaggiatori, attraverso la verifica di passaporti e documenti. Per i cittadini dei Paesi extra Ue saranno inoltre controllati eventuali visti o permessi di soggiorno.

La decisione di Madrid è arrivata come risposta alla scelta italiana di mantenere sospesi gli effetti di Schengen. Il governo spagnolo aveva chiesto a Roma di ripristinare il normale regime di libera circolazione entro il 9 agosto, minacciando in caso contrario l’adozione di «misure proporzionate» per tutelare gli interessi dei propri cittadini. La Spagna ha quindi deciso di introdurre controlli nei confronti di chi arriva dall’Italia.

Che cosa significa concretamente per un italiano che deve partire per la Spagna? Prima di tutto, può continuare a viaggiare normalmente. Non è prevista una sospensione dei voli o dei collegamenti marittimi, né un obbligo generalizzato di ottenere autorizzazioni supplementari. È però consigliabile avere con sé un documento valido per l’espatrio, perché le autorità spagnole possono effettuare controlli sull’identità e sulla nazionalità.

La particolarità della decisione spagnola è che i controlli riguardano chiunque arrivi dall’Italia, compresi quindi i cittadini dell’Unione europea. Non si tratta dunque di una misura limitata ai migranti o ai cittadini extra Ue. Per questi ultimi, tuttavia, il controllo sarà più articolato e servirà anche a verificare la regolarità del visto o del permesso di soggiorno.

Cartelli di indicazioni dell'area Schengen all'aeroporto di Fiumicino, Roma, 31 luglio 2026. ANSA/TELENEWS
Cartelli di indicazioni dell'area Schengen all'aeroporto di Fiumicino, Roma, 31 luglio 2026. ANSA/TELENEWS
Cartelli di indicazioni dell'area Schengen all'aeroporto di Fiumicino (ANSA)

Diversa è la situazione per chi dalla Spagna rientra in Italia. Roma ha deciso di sospendere dal primo agosto e fino al 31 agosto gli effetti degli accordi sul libero transito, ripristinando i controlli di polizia alle frontiere aeree e marittime con la Spagna. Italia e Spagna non condividono infatti una frontiera terrestre: i controlli interessano quindi soprattutto aeroporti e porti.

Anche in questo caso, per i cittadini italiani e degli altri Paesi dell’Unione europea non cambia sostanzialmente la possibilità di entrare nel Paese. I controlli italiani sono infatti mirati e rivolti ai cittadini di Paesi terzi provenienti dalla Spagna, con l’obiettivo di verificarne la regolarità dell’ingresso. Per un viaggiatore italiano, dunque, il principale effetto pratico è la possibilità di incontrare verifiche dei documenti, senza che questo comporti un aggravio burocratico paragonabile a quello previsto per i cittadini extra Ue.

La sospensione di Schengen non è comunque una misura eccezionale in senso assoluto. Gli accordi possono essere temporaneamente sospesi per motivi legati all’immigrazione, alla sicurezza interna, all’ordine pubblico o in occasione di grandi eventi internazionali. L’Italia aveva già adottato un provvedimento analogo nell’ottobre 2023 alla frontiera con la Slovenia, nel quadro delle misure contro l’immigrazione irregolare lungo la rotta balcanica. A livello europeo, il regime di Schengen è stato sospeso temporaneamente in numerose occasioni.