C’è un entusiasmo palpabile per la messa del Papa a Place de la Concorde. La prima volta di un Pontefice nella piazza più sontuosa e grande di Parigi. La folla, composta soprattutto da giovani, si accalca lungo i tre chilometri che separano Plas Charles-de-Gaulle, in realtà piazza Etoile per i parigini doc, dal luogo pensato per questa messa oceanica. Oltre 700mila per l’ultimo appuntamento di papa Leone in Francia. Gli Champs-Élysées pullulano di bandiere bianche e gialle e di stendardi blu, bianchi e rossi, si illuminano i maxi schermi sparsi per la città, si intonano canti e preghiere. Una folla simile, commentano i giornali francesi, non la si vedeva dalla vittoria ai Mondiali di calcio del 2018.

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Il Papa a Parigi e la sorpresa di una fede che rinasce

Il Papa a Parigi e la sorpresa di una fede che rinasce
Il Papa a Parigi e la sorpresa di una fede che rinasce

Il Papa percorre i chilometri in auto scoperta, si ferma a baciare e benedire i bambini, sorride e benedice.

L’arcivescovo di Parigi, monsignor Laurent Bernard Marie Ulrich, gli regala, a nome della diocesi la copia fedele della statua della Madonna custodita ai Notre-Dame de Paris, andata distrutta nell’incendio del 2019 e ricomposta in due esemplari grazie alle fotografie. La «Regina della pace e la Porta del cielo», come è «raffigurata nella nostra cattedrale: nell'oculo sopra le nostre teste, ammantata di stelle, all'incrocio del transetto e alla base della guglia». E lo ringrazia per l’incoraggiamento ricevuto in questo giorno e mezzo. Papa Leone si rivolge alla folla e, alle nuove generazioni dice: «Voi siete la Chiesa di oggi! Com’è bello vedere il vostro entusiasmo, il vostro dinamismo, il vostro impegno e la gioia all’interno delle comunità cristiane».

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Il Papa ai giovani: «La Francia ha bisogno di voi! Vi aspetta»

Il Papa ai giovani: «La Francia ha bisogno di voi! Vi aspetta»
Il Papa ai giovani: «La Francia ha bisogno di voi! Vi aspetta»

Leone commenta il Vangelo di Giovanni parlando della sete interiore e usando le parole di Cristo: «Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva». «La nostra comunità assetata si protende verso Cristo, sorgente d'acqua viva», ha affermato, sottolineando come «il desiderio di Dio abita nel più profondo del nostro cuore». Il Pontefice ha poi ricordato che «l'essere umano è fondamentalmente un essere "desiderante" e solo Dio può colmare questo vuoto interiore». Per questo non bisogna accontentarsi dei «tanti piccoli idoli che promettono mari e monti ma lasciano il nostro cuore vuoto».


E, dissetati alla sorgente vera, i fedeli devono diventare essi stessi sorgenti per gli altri: «Abbeverandoci alla fonte che è il cuore di Cristo, diventiamo noi stessi pozzi, sorgenti e fiumi per gli altri», ha spiegato. Un appello a portare la speranza «là dove regnano lo scoraggiamento e l'aridità spirituale», trasformando la fede in un impegno concreto per la vita, la famiglia, la pace e la giustizia.

A servire la messa anche un gruppo di bambini con la sindrome di down, fra essi anche Francois Vaurant, che, intervistato ripetutamente dai media francesi, ha confessato la sua forte commozione per essere stato invitato dal Pontefice a compiere questo servizio con altri cinque compagni.
La messa, che è stato il clou della tappa parigina del Papa, ha avuto anche una forte risonanza mediatica e politica. Presente la premiere dame, Brigitte, a rappresentare il presidente Macron che, non senza qualche polemica, ha preferito mantenere le distanze da un evento squisitamente religioso. Accanto alla moglie del presidente Sébastien Lecornu, premier francese, l'ex presidente Nicolas Sarkozy, il presidente dei Républicains e candidato all'Eliseo Bruno Retailleau, la presidente della Regione Ile-de-France, Valérie Pécresse, l'ex primo ministro François Fillon, il candidato alle presidenziali per il centro macroniano, Gabriel Attal, il polemista di estrema destra Eric Zemmour, l'ex primo ministro e anche lui probabile candidato, Dominique de Villepin, Marin Le pen.

Le Monde ha ricordato che questa visita a Parigi era molto attesa visto che papa Francesco si era recato tre volte in Francia, ma senza compiere una visita di Stato e senza visitare la capitale. Dal canto suo La Croix ha definito la messa alla Concorde «l'immagine più grande» del viaggio apostolico di Leone. Il quale lascia augurandosi che «sorgenti di acqua viva sgorghino in seno al Popolo di Dio e facciano fiorire ovunque in Francia i germogli della fede, della speranza e della carità».