PHOTO
Il pattinatore Maxim Naumov con i genitori
Nelle gare di pattinaggio di figura delle Olimpiadi di Milano-Cortina c’è un ragazzo di 24 anni che scenderà sulla pista ghiacciata della Milano Ice Skating Arena con le ali ai piedi e un peso sul cuore. Si chiama Maxim Naumov ed è orfano di Vadim Naumov ed Evgenia Shishkova, due delle 67 vittime del tragico incidente aereo del 29 gennaio 2025 del volo American Eagle 5342 vicino all'aeroporto nazionale di Washington. Quella sera un elicottero militare Black Hawk si schiantò contro l’aereo che, tra gli altri, trasportava 28 pattinatori, allenatori e familiari che stavano tornando a casa dai Campionati statunitensi di pattinaggio artistico disputati a Wichita, in Kansas. L’esplosione che illuminò il cielo sopra Washington non lasciò superstiti.
Vadim ed Evgenia erano due grandi campioni del pattinaggio. Nati entrambi a Leningrado (oggi San Pietroburgo), lui nel 1969 e lei nel 1972, iniziarono a gareggiare in coppia nel 1985. Ai campionati del mondo vinsero un bronzo nel 1993, l’oro nel 1994 e l’argento nel 1995.
Shishkova e Naumov rappresentarono la Russia alle Olimpiadi invernali del 1992 e del 1994, classificandosi rispettivamente al quinto e al quarto posto, appena giù dal podio. Vadim ed Evgenia si sposarono nel 1995, si ritirarono dalle competizioni nel 1998, emigrando negli Stati Uniti, dove intrapresero una carriera di successo come pattinatori professionisti prima di passare all’allenamento. La coppia si stabilì a Boston, nel Massachusetts, dove divennero allenatori allo Skating Club, guidando una nuova generazione di pattinatori. Tra i loro allievi c'era anche il loro figlio, Maxim, nato il 1° agosto del 2001.
La tragica perdita dei genitori poteva essere la fine di tutto. Invece Maxim ha continuato a praticare il pattinaggio e a coltivare il sogno di partecipare alle Olimpiadi. Questo è stato possibile, come ha raccontato il New York Times, grazie a una rete di familiari, amici e allenatori che in questi mesi non ha mai lasciato solo Maxim. Tra loro spicca un altro pattinatore della squadra statunitense, Spencer Akira Howe, anche lui in gara alle Olimpiadi di Milano in coppia con Emily Chan. La sera della tragedia che ha spezzato il cuore di Maxim, Howe era accanto a lui. Ora Howe, che sta svolgendo il servizio militare, conclusa la carriera di pattinatore intende diventare un cappellano militare e ha già cominciato a seguire un master di teologia.
"La cosa che mi ha dato più gioia quest'anno è stata l'intera comunità del pattinaggio artistico", ha detto Naumov. "Onestamente, non so cosa farei senza. Sono così grato e riconoscente di far parte di questa comunità, avere persone al mio fianco che mi guidano e mi aiutano a raggiungere i miei obiettivi ha fatto la differenza più grande”.
Quello appena trascorso, ha confidato Maxim in un post su Instagram, è stato “l’anno più difficile della sua vita”. “Perché sono stati portati via da me così presto?”, si chiede Maxim parlando dei genitori. E aggiunge: “Nonostante tutto, mi preparo, indosso il cappotto ed esco di casa. Ogni, singolo giorno. Perché ho da svolgere un compito. Mi ricordo dell’obiettivo che ci siamo prefissati quando avevo 5 anni. Insieme. Come una famiglia. Ora, 19 anni dopo, siamo qui. Ce l’abbiamo fatta. Vi amo e mi mancate. Entrambi siete sempre stati i miei supereroi. E adesso state veramente volando sopra di me e mi proteggete”.
Nella sua danza sul ghiaccio di Milano, Maxim avrà due angeli che lo sostengono.





