Ore 20.45 appuntamento con il destino. Dentro o fuori, nessuna prova di appello. In certi sport funziona solo così, nel tennis per esempio, salvo la rarissima eccezione delle Atp finals, questa è la storia ineluttabile di ogni partita: dentro o fuori.

Nelle qualificazioni al Mondiale di calcio è tutto più morbido, c’è qualche margine, un girone da scalare prima, ma poi se il passo è stato incerto lì si arriva ai playoff: sull’orlo del burrone.

E stasera, 31 marzo 2026, la Nazionale di calcio guidata da Rino Gattuso, in diretta su Rai Uno, si gioca in finale Play-off, altrimenti detta spareggio, la qualificazione a Usa-Canada-Messico 2026, in programma tra giugno e luglio prossimo, dopo 12 anni di digiuno.

A Bergamo giovedì 26 marzo il 2-0 di Tonali e Kean ha sfatato almeno la maledizione del Nord: una cabala bislacca ha voluto, infatti, che tante volte, quando l’azzurro del pallone ha virato verso la tenebra, nella storia ci sia stato un Nord di mezzo. L’Irlanda del Nord nel 1958 a impedire per la prima volta l’accesso degli azzurri al Mondiale (a Uruguay 1930 non si era andati per scelta come tante squadre europee, troppo gravosa la trasferta nel pieno della crisi economica iniziata nel 1929). La Corea del Nord di Pak-Doo-Ik nel 1966. L’Irlanda del Nord, aridajje, a mandare in salita con l’1-0 alla partita d’esordio il girone rocambolesco di Usa 1994, poi perso solo ai rigori in una finale di pianti e rimpianti a Pasadena con il Brasile. La Macedonia del Nord a determinare la mancata qualificazione al Mondiale del Qatar il 24 marzo 2022. Tutti a concorrere allo spettro della gragnuola di ortaggi al ritorno da Germania 1974 che ad ora incerta si riaffaccia nelle notti azzurre. Ma almeno quella volta sulla strada della Nazionale c’era stata una non sottovalutabile Polonia.

I PRECEDENTI

Agli spareggi fin qui solo il 1997 ha detto bene: al San Paolo di Napoli l’Italia di Cesare Maldini, Gigi Buffon in porta freschissimo d’esordio azzurro, staccò il biglietto per Francia 1998 grazie all’1-0 alla Russia di Pierluigi Casiraghi. Niente da fare invece nel 2018 per gli azzurri di Giampiero Ventura stoppati da uno 0-0 con la Svezia, mentre nel 2022 la Macedonia del Nord fermò a Palermo gli azzurri di Roberto Mancini.

I ricorsi storici dicono che a giudicare la partita di stasera sarà il 43enne francese Clement Turpin, lo stesso di quella sera sciagurata contro la Macedonia del Nord 2022, nella quale l’arbitro da espertissimo professionista fece il suo, l’Italia molto meno. L’avversario è la Bosnia, 3,1 milioni di abitanti, qualche migliaio in meno della Toscana, 15mila calciatori tesserati, allo stadio di Zenica, 9mila posti occupati, il 20% in meno di quelli disponibili per una sanzione alla tifoseria (cori razzisti, materiale pirotecnico, e ecc).

MARAVIGLIA
MARAVIGLIA
Gennaro Gattuso Ct dell'Italia e campione del mondo in campo con gli azzurri a Berlino 2006 (ANSA)

CHE PARTITA SARÀ

Nessuno si nasconde il fatto che ci si aspetta una partita brutta, sporca e cattiva, e che l’unica cosa che cosa che conta per entrambi è portare a casa i punti pochi, maledetti e subito che servono per salire sull’aereo a giugno. Squadra che vince non si cambia, Rino Gattuso, che si è già preso la responsabilità ma non la disposizione a fasciarsi la testa prima di romperla, è deciso a confermare la formazione di Bergamo. E a questo punto non contano più né la carta, né i bookmaker, né il blasone, solo la partita. E servirebbe un po’ del fattore Sinner, quel talento speciale che serve a non tremare quando la posta in gioco si alza.

PIÙ POKER CHE CALCIO

Ma il giocatore (professionista) di poker qui è Sergej Barbarez, il Ct degli altri, arrivato alla Nazionale di calcio senza aver mai allenato prima, con un passato calciatore, prolifico marcatore in Bundesliga. Per lui e per Rino Gattuso, la partita di stasera è probabilmente la più importante e sfidante mai vissuta su quella panchina, e sarà un po’ come giocarla sullo stadio in cima alla rupe di Mordillo: con un bordocampo piccolo piccolo e uno strapiombo appena di là.

epa12860281 Bosnia's head coach Sergej Barbarez attends a press conference in Sarajevo, Bosnia and Herzegovina, 30 March 2026. Bosnia and Herzegovina will face Italy in their FIFA World Cup 2026 European playoff soccer match on 31 March 2026. EPA/AMER KAJMOVIC BOSNIA AND HERZEGOVINA OUT
epa12860281 Bosnia's head coach Sergej Barbarez attends a press conference in Sarajevo, Bosnia and Herzegovina, 30 March 2026. Bosnia and Herzegovina will face Italy in their FIFA World Cup 2026 European playoff soccer match on 31 March 2026. EPA/AMER KAJMOVIC BOSNIA AND HERZEGOVINA OUT
Sergej Barbarez Ct della Bosnia e Herzegovina (EPA/ANSA)

Sulla carta Rino Gattuso ha tutto da perdere, alla testa di una delle squadre più blasonate della storia contro una formazione outsider (o underdog come va di moda dire ora) che sogna di tornare ai Mondiali dopo l’unica partecipazione nel 2014, ma la partita secca è sempre unica e fa a sé.

Ringhio ha dalla sua però il vantaggio di poter dire ai suoi cose che sa su come si sta in campo con un peso anche più greve di così, perché lui, nelle loro maglie c’è stato a suo tempo, non allo spareggio ma in finale: correva l’anno 2026 e quella volta nel cielo sopra Berlino la notte si rischiarò d’azzurro.

Se è vero che gli uomini prendono le loro decisioni seguendo le narrazioni più che le statistiche è possibile che una parte importante della partita si giocherà anche in un pugno di parole nel chiuso dello spogliatoio ancora prima del calcio d’inizio.