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Da sinistra Marco Giunio De Sanctis, Giovanni Malagò, Alessandra Locatelli e Federica Picchi durante l’evento ''Italia in Gioco - CIP e RAI fanno squadra per Milano Cortina 2026'' presso la torre Allianz a Milano, 11 dicembre 2025.
Lo ha sottolineato il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò nel corso della presentazione “Italia in Gioco – CIP e RAI fanno squadra per Milano Cortina 2026”, per illustrare la copertura Rai della Paralimpiade in continuità con l’Olimpiade: «L’obiettivo», ha spiegato Paolo Petrecca direttore di Raisport, «è che non si perda nessuna delle gare degli azzurri: ltre 100 ore di dirette su Raidue e Raisport, oltre 70 ore di repliche con il meglio della giornata paralimpica, due rubriche: la prima in apertura di giornata per presentare ciò che avverrà e la storica “Sportabilia” in chiusura per riassumere quello che è accaduto con i contributi che arriveranno da Casa Paralimpica Italiana e uno studio di continuità che accompagnerà i telespettatori nel corso dell’intera giornata di gare».
Che il tema del racconto non sia soltanto copertura dell’evento è chiaro dalle parole di Francesca Porcellato, uno dei simboli dello sport paralimpico, che in 12 partecipazioni tra invernali nello sci di fondo ed estive in handbike, racconta di aver assistito al cambiamento prospettiva: «Mentre stavamo partendo per Seoul 1988 ci chiesero che santuario ci fosse in Corea, tanto per capire come fosse percepita una squadra di persone con disabilità, adesso ci fanno un tifo sfegatato, ci riconoscono per strada ci chiedono gli autografi e i selfie». Segni tangibili dell’eredità del mondo paralimpico, edizione dopo edizione.«Lo sport e il modo di raccontarlo», spiega «ha abbattuto tante barriere anche negli occhi della gente, ce ne sono ancora, ma meno di prima».


A margine, è Francesca Porcellato, a raccontarci dell’importanza dell’eredità non solo culturale anche infrastrutturale, il sollievo nel vedere l’impegno di Cortina e di Milano a ridurre le proprie barriere architettoniche, a cominciare dai tanti cantieri per dare ascensori e montascale alla metropolitana: «mentre adesso devo per forza spendere un sacco di soldi di taxi perché in carrozzina la metro è accessibile a singhiozzo».
«Milano Cortina 2026 sarà una tappa cruciale per il movimento paralimpico italiano. Non è solo un grande evento sportivo: è una piattaforma capace di generare cultura, inclusione e consapevolezza. Il lavoro congiunto con la Rai e il sostegno dei partner confermano che il paralimpismo è ormai riconosciuto come un patrimonio collettivo, e che il Paese è pronto a sostenerlo con convinzione», ha dichiarato il Presidente del Cip Marco Giunio De Sanctis.
È così che il segno della continuità si fa sogno più ardito: raccontare un giorno Olimpiadi e Paralimpiadi insieme in un solo evento. Gli dà forma il direttore di RaiSport, anche se le complessità per arrivare a realizzarlo sono ancora tante. Ma intanto si può aprire un dibattito e cominciare ragionarci.
«Milano-Cortina 2026 è un’opportunità straordinaria per valorizzare il talento, la passione e la determinazione dei nostri atleti paralimpici ma anche per promuovere una visione di Paese più attenta, consapevole e inclusiva», ha spiegato il Ministro Alessandra Locatelli, ministra per la disabilità, «I Giochi lanceranno un messaggio potente, ricordandoci ancora volta l’importanza di fare squadra per costruire un futuro in cui ogni persona possa sentirsi parte attiva della nostra società, e in cui lo sport continui a essere uno strumento che abbatte barriere e contribuisce a promuovere una nuova prospettiva che ci chiede di vedere in ogni persona le potenzialità e non i limiti».


Alla fine è ancora Francesca posando per una foto con tra le mani Tina, la mascotte paralimpica, un ermellino in livrea estiva, identica alla gemella olimpica, salvo che per il manto invernale (Milo è bianco), a far notare un dettaglio, che non si vede ma c’è e rende l’idea di come funziona nella vita: «La coda che compensa una zampetta mancante».
Nella storia delle mascotte la gemellarità non è usuale, storicamente sono state diverse le mascotte olimpica e paralimpica nella gran parte dei casi: ha fatto eccezione Parigi e adesso Milano Cortina che hanno scelto di unire Paralimpiade e Olimpiade sotto due icone uguali, salvo che per qualche dettaglio singolare.






