Non solo gare, medaglie e grandi eventi. In vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, la Diocesi di Milano sceglie di esserci con un progetto – presentato venerdì mattina a Milano in una conferenza stampa a Palazzo Marino – capace di parlare alla città nel suo insieme, con particolare attenzione ai giovani, agli ultimi, a chi rischia di restare ai margini del grande racconto olimpico. Si intitola “For Each Other – L’uno per l’altro” ed è il percorso promosso dalla Diocesi attraverso la Fondazione Oratori Milanesi (FOM) e il Servizio per l’Oratorio e lo Sport, con il patrocinio del Comune di Milano e del Dicastero vaticano per la Cultura e l’Educazione guidato dal Prefetto, il cardinale José Tolentino de Mendonça.

Dal 29 gennaio a metà marzo, un calendario diffuso di iniziative coinvolgerà chiese, oratori, università, luoghi culturali e sociali della città: eventi educativi e artistici, momenti di preghiera e dialogo, testimonianze sportive, proposte inclusive e interreligiose. L’obiettivo è dichiarato: fare in modo che i valori olimpici diventino esperienza concreta e non restino slogan.

La Chiesa ambrosiana e i valori olimpici

«La Diocesi di Milano c’è e cerca di esprimere tutte le sue potenzialità», ha spiegato don Stefano Guidi, direttore della FOM, «lo sguardo è rivolto ai ragazzi, ai giovani, agli ultimi della città, perché questo evento sportivo lasci nella città una scia di bene, di solidarietà, di collaborazione. Vogliamo davvero esprimere quei valori olimpici che non possono rimanere sulla carta». Un impegno che coinvolge una rete ampia di soggetti ecclesiali, sportivi e civili. «Abbiamo trovato una grande disponibilità nel mondo sportivo del territorio», ha aggiunto don Guidi, «per dare al progetto una forte valenza inclusiva e anche internazionale. Auspichiamo davvero un’Olimpiade dello spirito, capace di parlare al mondo».

Dire qualcosa di non banale sullo sport

A tracciare l’orizzonte culturale e pastorale dell’iniziativa è stato l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, che ha invitato a non ridurre lo sport a prestazione o spettacolo. «Vogliamo cogliere questa occasione per dire qualcosa dello sport che non sia banale», ha affermato. «Lo sport non è solo corpo efficiente e prestazione eccellente, ma è espressione dell’essere uomini e donne, con un’anima, una visione, relazioni».

Secondo Delpini, i valori olimpici – eccellenza, amicizia, rispetto – sono un terreno su cui la Chiesa ha qualcosa da dire: «Contro la banalità dell’idolatria della prestazione e del successo, vorremmo dire che lo sport è un bene per le persone, non solo per il risultato. Le persone non sono fatte solo di un corpo perfetto, ma di relazioni, di condivisione, di attenzione a che nessuno resti indietro».

La Messa del 29 gennaio e la Croce degli sportivi

Il progetto For Each Other si aprirà ufficialmente giovedì 29 gennaio con la Messa nella Basilica di San Babila, che durante i Giochi diventerà la “Chiesa degli sportivi”. Durante la celebrazione eucaristica sarà accolta la Croce degli sportivi che da Londra 2012 viene consegnata da Athletica Vaticana alla Diocesi che ospita Olimpiadi e Paralimpiadi.

La Messa sarà presieduta da monsignor Delpini e concelebrata da monsignor Paul Tighe, segretario del Dicastero vaticano per la Cultura e l’Educazione, e da don Michele Gianola, sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana edirettore ad interim dell’Ufficio nazionale Cei per lo sport. Saranno presenti, tra gli altri, il Sottosegretario della Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani Federica Picchi, il presidente del CONI Lombardia Marco Riva, il vicepresidente del Comitato Italiano Paralimpico Lombardia Linda Casalini, oltre a rappresentanti degli oratori ambrosiani e delle società sportive del territorio. Nel corso della celebrazione sarà letta una preghiera composta appositamente dall’Arcivescovo per i Giochi. La Messa sarà trasmessa in diretta sul sito di Famiglia Cristiana, su Telenova (canale 18 del digitale terrestre), su chiesadimilano.it e sul canale YouTube della Diocesi.

I Villaggi dei valori e 13 mila giovani coinvolti

San Babila sarà anche il punto di partenza del “Tour dei valori dello sport”, che coinvolgerà circa 13 mila giovani provenienti da scuole, oratori e società sportive.

Il percorso toccherà la chiesa di Sant’Antonio e l’oratorio di Sant’Eufemia, dove nasceranno tre “Villaggi dei valori” – Excellence, Friendship, Respect – ispirati alla Carta olimpica e alle lettere che mons. Delpini ha dedicato in questi anni al mondo dello sport. Ad animarli saranno circa 100 volontari.

Le lettere dell’Arcivescovo, compresa l’ultima sul tema Winners, saranno raccolte in una pubblicazione bilingue, italiano e inglese, distribuita durante la Messa del 29 gennaio e disponibile per tutta la durata dei Giochi nella chiesa di San Babila.

Teatro, carcere e università: lo sport che interpella

Tra gli eventi più significativi spicca lo spettacolo teatrale “Citius, Altius, Fortius”, in scena il 24 febbraio al Collegio San Carlo. Promosso dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport e dalla CEI, lo spettacolo è pensato per gli adolescenti e affronta temi come bullismo, competizione esasperata e ricerca della perfezione, intrecciando il presente con la figura di Henri Didon, ispiratore di Pierre de Coubertin.

Lo sport entrerà anche nel carcere di Bollate con “I giochi della speranza”, un’iniziativa che vedrà detenuti, polizia penitenziaria, magistrati ed esponenti della società civile sfidarsi in diverse discipline, in un’esperienza di incontro e rieducazione. Non mancano le proposte universitarie: incontri online sulla storia delle Olimpiadi a cura dell’Università Milano-Bicocca, la proiezione del film Il Maestro all’Università IULM e momenti di confronto sul senso dello sport oggi.

Inclusione, disabilità e dialogo interreligioso

Durante le Paralimpiadi, in programma dal 6 al 15 marzo, l’attenzione si concentrerà in particolare su inclusione e disabilità, con concerti inclusivi, calcio integrato e la camminata “O tutti o nessuno” al Parco Sempione. «Non una buona azione da ricordare ogni tanto», ha ribadito Delpini, «ma un modo di concepire la società che non esclude nessuno». Il progetto apre anche al dialogo interreligioso, con una preghiera promossa dalla Consulta regionale e un incontro all’Università Milano-Bicocca dal titolo “Il senso nello sport”.

La vera vittoria

«Vinceremo le Olimpiadi e le Paralimpiadi?», si è chiesto l’Arcivescovo durante la conferenza stampa a Palazzo Marino, «sì, se tutto quello che precede, accompagna e segue l’evento confermerà che lo sport è un bene per le persone e per la società. È la vittoria più difficile. È la vittoria più necessaria».

Un auspicio condiviso anche dall’assessora allo Sport del Comune di Milano, Martina Riva: «I Giochi lasciano un’eredità vera quando diventano esperienza condivisa, crescita delle persone e attenzione agli ultimi».

È questa l’ambizione di For Each Other: fare delle Olimpiadi non solo una vetrina internazionale, ma un patrimonio umano e spirituale per Milano e per chi la abita, soprattutto chi nella città è ai margini o escluso.