Chiara Mazzel d’oro nello sci alpino paralimpico vision impaired (ipovedenti e non vedenti), vent’anni dopo Silvia Parente a Torino 2006, che alla Cerimonia d’apertura di Milano Cortina 2026 all’Arena di Verona abbiamo visto tra i portabandiera del vessillo paralimpico. Quando è arrivata giù con il primo pettorale dal supergigante paralimpico di Milano Cortina 2026, designata come portabandiera per la Cerimonia d’apertura, con Renè De Silvestro, Chiara Mazzel ha esultato fino a un certo punto, perché nelle gare a una sola manche soltanto il tempo altrui, quello di chi scenderà dopo dà la misura del valore della propria gara. Era andata un po’ così anche a Federica Brignone nell’omologa gara olimpica, soltanto le discese delle altre, Goggia in primis, potevano darle un preciso metro di paragone.

Mazzel era scesa a ridosso della sua guida, molto vicina a Nicola Cotti Cottini che la precedeva dandole le indicazioni come accade nelle categorie dello sci alpino ipovedenti dove si vince e si perde in due perché lo sciatore con disabilità segue una guida che fornita di microfono “traccia” il percorso con la voce. Cotti Cottini ha dovuto andare forte perché Chiara è stata per tutta la gara sulle sue code, segno che era in forma, anche se ha corso un rischio finendo un po’ troppo addosso a un palo sul Romerlo. Alla fine sembrava più preoccupata di quell’errore che consapevole della sua grande discesa.

Il suo cielo s’è rischiarato subito dopo, quando è scesa l’austrica Veronika Aigner, sua grande rivale in questi Giochi, che già l’aveva preceduta di un gradino del podio vincendo la discesa libera: parti invertita stavolta. E inno di Mameli.

Alla fine Chiara, soddisfatta del risultato, ha ammesso: «È vero, sono in grande forma, con Veronika Aigner, mi gioco sempre il podio. Ancora non ci credo, sono soddisfatta perché ho fatto tante belle curve, con qual pur con qualche piccolo errore. Del resto quando faccio un errore poi sento di dover recuperare e spingo di più. E pensare che questa mattina non mi sono svegliata bene: avevo molto mal di testa e ho quasi pensato di non partire, perché avevo la sensazione che il mio equilibrio fosse precario».

Riscatto nel riscatto questo oro che brilla moltissimo, perché Chiara vissuto più volte tempi duri: nel 2023 quando si è rotta crociato e due menischi, e, prima, quando il glaucoma fulminante che l’ha colpita a 17 anni, le ha fatto perdere gran parte della vista: allora l’avevano aiutata a uscirne, servendole di ispirazione i successi paralimpici di Giacomo Bertagnolli, qui compagno di squadra e di strada, bronzo in discesa e argento in Super-G ad appena 16 centesimi dall’oro con la guida Andrea Ravelli.

Giacomo Bertagnolli, con la guida Andrea Ravelli, festeggia la medaglia d'argento nel super-G alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, 9 marzo 2026. ANSA/SCACCINI/GMT/US CIP +++ +++FOTO DIFFUSA DALL'UFFICIO STAMPA - USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE - NON VENDERE - NON USARE PER FINI NON GIORNALISTICI - NPK+++
Giacomo Bertagnolli, con la guida Andrea Ravelli, festeggia la medaglia d'argento nel super-G alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, 9 marzo 2026. ANSA/SCACCINI/GMT/US CIP +++ +++FOTO DIFFUSA DALL'UFFICIO STAMPA - USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE - NON VENDERE - NON USARE PER FINI NON GIORNALISTICI - NPK+++
Giacomo Bertagnolli, con la guida Andrea Ravelli, festeggia la medaglia d'argento nel super-G alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, 9 marzo 2026. (ANSA)

Sia Bertagnolli sia Mazzel, che a Milano Cortina sembrano ispirarsi a vicenda, gareggiando negli stessi giorni, e che hanno altre gare a disposizione, spiegano di non sentirsi affatto sazi e che domani è un altro giorno.