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La squadra italiana alla cerimonia di apertura a Verona dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
Le Olimpiadi Invernali si sono appena concluse con la cerimonia all’Arena di Verona e ci siamo entusiasmati con atleti davvero straordinari che hanno regalato emozioni e medaglie al nostro Paese. Abbiamo ancora voglia di tifare atleti che dedicano tutta la loro forza e talento in quella che è l’unica competizione tra paesi che vale la pena di mantenere: lo sport. Abbiamo proprio voglia di ricominciare e allora ricominciamo!
Oggi si accende la fiaccola delle Paralimpiadi Invernali, sempre a Verona, sempre in quell’Arena che sembra fatta apposta per ricordarci che i cerchi della vita e dello sport non finiscono mai. Saranno 665 atleti, 79 gare da medaglia, sei discipline e dieci giorni di sport tra Milano, Cortina e la Val di Fiemme. Un evento davvero straordinario che seguiremo, e vi invito a seguire, nelle numerose dirette e streaming on line. Un’altra grande festa di eventi, gare e sport talmente affine ai Giochi Olimpici che quel “para”, che dovrebbe indicare vicinanza, sembra davvero di troppo.
Ammetto che ad ogni Paralimpiade carica di emozione ed entusiasmo non posso fare a meno di farmi una semplice domanda: perché non fare un evento unico? Pur intuendo le difficoltà organizzative, sogno un evento dove ogni atleta concorre nella propria categoria, ma in un contesto unico… sarebbe il miglior modo per parlare e vivere l’inclusione senza nominarla mai. Sarebbe anche un’occasione per far vedere, intuire e provare a tutto il mondo che l’accessibilità, quella vera, non riguarda solo alcuni, ma funziona per tutti. Un solo calendario, un solo medagliere, un solo fuoco che brucia per tutti. Non più Olimpiadi “e poi” Paralimpiadi…solo i Giochi. Lo scrivo con il sorriso sulle labbra e con grande speranza perché sembra poco, ma diventerebbe un grande segno per scardinare la dinamica che si perpetua in molti ambiti della nostra società: nel lavoro, nella scuola, nello sport, nella vita…dove troppo spesso c’è un qui e un altrove.
Questa volta però il sogno che condivido è più reale che mai, ha un precedente concreto. Alle Universiadi Invernali di Torino, appena due mesi fa, per la prima volta nella storia dei Giochi Universitari Mondiali, atleti con e senza disabilità hanno gareggiato sulle stesse piste, negli stessi giorni, sfilando nelle stesse cerimonie e ricevendo le stesse medaglie. Nello sci alpino e nello sci di fondo, le categorie standing, sitting e visually impaired erano integrate nel programma. Ormai non più un esperimento, ma un’anteprima di quello che speriamo sarà presto per tutti gli sport. Qualsiasi difficoltà organizzativa credo che valga davvero la fatica di tenere i Giochi insieme per abbandonare quella trappola in cui ci perdiamo tutti del “non mi riguarda”. C’è una differenza enorme tra essere accolti in uno spazio dedicato e abitare insieme lo stesso mondo…per tutti.
La cerimonia di apertura dall’Arena di Verona e da domani le prime medaglie. Siamo pronti per emozionarci davanti ad atlete e atleti pronti a competere e sicuramente senza nessun desiderio di essere “speciali”. Perché con-correre e com-petere hanno quel prefisso CON che fa tutta la differenza del mondo. E allora facciamolo anche noi: stiamo CON questi atleti. Da casa, dal divano, dallo smartphone o per i più fortunati, a bordo delle piste e dei campi di gioco. Anche ad Anna piacciono i Giochi Olimpici e Paralimpici e mi invita: “Guardiamo CON me?”









