Tra Saretta, come la chiamano i suoi genitori, e saetta passa solo una lettera. Dal 12 agosto 2026 neanche più quella: Sara Curtis fulmina il record del mondo dei 50 dorso in semifinale europea e qualunque cosa accada nel prosieguo quel risultato rimane lì non scritto sull’acqua ma scolpito nella storia del nuoto azzurro. Solo tre nuotatrici prima di lei in Italia hanno fermato il cronometro a quei livelli: Novella Calligaris, Federica Pellegrini e Benedetta Pilato.

Ha sbriciolato con 26”63 il precedente primato dei 50 dorso detenuto dall’australiana Kaylee McKewon (26”86), cinque volte campionessa olimpica. Lo ha fatto in semifinale come Livio Berruti a Roma 1960 e chissà che non sia di buon auspicio.

A guardarla dalla prospettiva dei suoi 19 anni appena fa sorridere l’espressione con cui ha salutato il primato: «Il sogno di una vita». Ma è una vita che in vasca a questi livelli deve quasi ancora cominciare. È tutta davanti, come provano i 100 nuotati in staffetta trascinata da lei all’argento.

Cresciuta a Savigliano (Cuneo) con mamma Helen e papà Vincenzo, ha scelto l’università della Virginia per studiare e allenarsi, una scelta che vediamo ripetersi a questi Europei di Parigi con risultati eccellenti: anche Chiara Pellacani e Matteo Santoro studiano in America e hanno sbancato l’Europa dal trampolino. Come Chiara, Sara ha scelto psicologia e chissà che non serva loro a capire anche la propria mente in gara

La sua attitudine alla velocità pura, in un momento favorevole, perché tanti 50 metri saranno aggiunti al programma olimpico proprio da Los Angeles 2028 quando Sara avrà 21 anni, è in controtendenza rispetto alla tradizione cuneese, la più grande d’Italia che ha dato allo sport soprattutto grandi resistenti: marciatori come i fratelli Damilano e la fondista Stefania Belmondo.

Sara ha tutt’altra predisposizione, vola dove bisogna esplodere tutto, patisce gli allenamenti aerobici quelli nei quali bisogna fare decine di vasche avanti e indietro ma sa che servono ed esegue. Anche se si è presa una cassa per la musica perché in silenzio i chilometri non le passano più. Lei è tipo da schiuma e acqua bianca, senza respirare.

In America l’allena Todd DeSorbo, ex ct della Nazionale femminile Usa, e Sara è la matricola più veloce di tutti i tempi nel campionato universitario americano. C’è pressione in quel sistema servono gli esami per mantenere la borsa di studio, ma è studiato per consentire di conciliare lo sport ad alto livello.

La sua personalità è una continua scoperta già l’anno scorso aveva messo a posto gli haters che avevano da ridire sul colore della sua pelle. Il 2 giugno ha fatto parte del gruppo di giovani a colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ma è tutto solo all’inizio.