PHOTO
Matteo Berrettini durante la partita con Stan Wawrinka, Us Open, 2026
Nei giorni scorsi Matteo Berettini, al termine del suo match vinto al primo turno contro Stan Wawrinka, sollecitato dal giornalista americano Ben Rothenberg, che gli chiedeva che cosa pensasse del fatto l’Us Open ha un nuovo sponsor collegato alle agenzie di scommesse, ha squarciato il velo che copre un tema spinoso: le minacce che i tennisti (e non solo) ricevono dagli scommettitori.
«È un tema complicato – ha risposto Berrettini – perché i giocatori, e anch’io, in passato abbiamo detto che riceviamo messaggi e io stesso ho vissuto momenti in cui non mi sentivo davvero a mio agio a giocare con persone che disturbavano il match e facevano cose che, secondo me, non avevano a che fare con il tennis, soprattutto intorno al campo (sono i disturbatori che a volte anche in Atp e Wta vengono ripresi dagli arbitri perché disturbano la concentrazione in momenti importanti ndr). L’ho visto in particolare nei Challenger, anche in alcuni video in cui era davvero dura. So che è complicato, non è facile dire: tu puoi entrare e tu non puoi entrare, perché non sai come si comporteranno, ma qualcosa sicuramente va fatto. (...) Penso solo che dobbiamo proteggere i giocatori e fare tutto il possibile per creare un ambiente sicuro per tutti, perché, se non sbaglio, a Indian Wells una tennista italiana [Lucrezia Stefanini n.d.r.] ha ricevuto dei messaggi e qui c’è mio fratello: al Roland Garros ha ricevuto dei messaggi sul telefono con minacce alla mia famiglia e cose di questo tipo. Quindi penso che dovremmo creare una struttura più forte, non so, un comitato più forte per proteggere i giocatori. Poi, sugli sponsor, sinceramente non so che cosa sia giusto o sbagliato. Penso solo che, se viene fatto nel modo giusto, non ci vedo niente di così negativo».
Il giornalista ha chiesto precisazioni: “Ricevete sempre messaggi sulle vostre partite?”.
Berrettini ha confermato: «Sì. Ho vinto una partita e scrivevano cose del tipo: ‘Matteo è così scarso che, se non gli dici di perdere’, o qualcosa del genere, ‘uccideremo la tua famiglia’ oppure ‘faremo questo’. Ci minacciavano. Ovviamente lui ha segnalato tutto all’ATP e anche noi abbiamo segnalato tutto. Hanno i numeri di telefono e tutto il resto. Però noi abbiamo trent’anni, siamo adulti, ma se penso alle ragazze e ai più giovani, ricevere questo genere di messaggi può fare paura. Siamo tennisti, quindi è importante proteggerci» (La trascrizione del dialogo riportato è di Ubitennis https://www.ubitennis.com/blog/2026/09/01/us-open-berrettini-a-parigi-gli-scommettitori-hanno-minacciato-la-mia-famiglia/) Il riferimento alla tennista italiana riguarda la denuncia di Lucrezia Stefanini
Lo stesso aveva fatto nel marzo scorso in un lungo post su Instagram il pesista Leonardo Fabbri, fresco campione europeo di getto del peso impegnato il 4 settembre a Bruxelles nelle finali di Diamond League, in cui si confrontano i migliori otto atleti del 2026 per ciascuna specialità.
UN FENOMENO ARTICOLATO
Non si tratta di casi isolati, ma di un fenomeno articolato, che trova in particolare il suo fondamento nelle modalità di scommesse online e nel cosiddetto microbetting o prop bet. Non siamo più come è ben noto all’epoca del Totocalcio in cui la scommessa riguardava il risultato di una partita, grazie ai siti di scommesse online oggi si scommette su singoli eventi interni dalle partite: nel tennis una palla dentro-fuori, nel calcio un gol-non gol (durante le partite di tennis pubblicizzatissimi anche in Italia dove sarebbe vietato, ma è molto facile aggirare la norma che lo vieta spostando lo spot dal sito di scommesse a un sito sedicente informativo che vi allude nel nome chiamandosi “bet” (scommessa), “win” (vincere) “Vegas” -qualchecosa.
NCAA, LO SPORT UNIVERSITARIO USA FOTOGRAFA IL TEMA
La Ncaa (National Collegiate Athletic) è un'organizzazione senza scopo di lucro che gestisce le attività sportive di quasi 500 mila atleti che partecipano ai programmi sportivi di 1.100 college e università negli Stati Uniti, in Porto Rico e in Canada. Ne abbiamo sentito parlare di recente a proposito dei tuffatori Chiara Pellacani e Matteo Santoro e della nuotatrice Sara Curtis, universitari italiani nei campus americani, che hanno dato prestigio al medagliere italiano agli Europei di Parigi. Ed è tra le più impegnate a contrastare il fenomeno delle minacce agli studenti atleti da parte di scommettitori. Il rapporto Addressing sport betting 2024 su Ncaa.org evidenziava alcune tendenze seguenti tendenze:
• Un atleta su tre di alto profilo riceve messaggi offensivi da qualcuno con un interesse per le scommesse.
• Gli eventi di maggiore rilievo con mercati di scommesse sportive attraggono un volume maggiore di abusi o minacce.
• Il novanta percento delle molestie si verifica online o attraverso i social media.
• Negli sport con elevati volumi di scommesse, il 15-25% di tutti gli abusi legati a tali competizioni è riconducibile alle scommesse.
• Più di 540 messaggi offensivi legati alle scommesse sono stati indirizzati agli studenti-atleti delle squadre di basket maschile e femminile, comprese minacce di morte.
• Le studentesse-atlete di pallacanestro hanno ricevuto circa tre volte più minacce rispetto agli studenti-atleti di pallacanestro maschile.
A questo proposito nel rapporto di cui sopra si legge: «La NCAA ritiene che le scommesse piazzate sulle prestazioni dei singoli atleti universitari, note come "prop bet", debbano essere eliminate. Questo tipo di scommesse prende di mira il singolo atleta per molestarlo ed è più facilmente manipolabile, minacciando l'integrità della competizione. Per questo motivo la NCAA si batte per l'eliminazione delle scommesse "prop bet" specifiche per i giocatori nelle competizioni universitarie. Gli sforzi della NCAA stanno dando i loro frutti».
DIVERSI TIPI DI MINACCE
Questo spiega perché le minacce ai singoli giocatori possono essere di natura comunque sgradevole, ma di diversa: può essere la ritorsione dello scommettitore che ha perso e si comporta da hater e augura del male al giocatore che gli ha fatto perdere i soldi, la minaccia più esplicita se non fai come mi conviene in base alla scommessa faccio del male a te o ai tuoi, il caso denunciato da Berrettini. Ma si può arrivare anche al tentativo di Fixing, ossia al tentativo di alterare il risultato della competizione attraverso la minaccia all’atleta esposto. Ed è chiaro che in questi casi l’esposizione, come ha osservato Berrettini, aumenta man mano che ci si allontana dal vertice.
PERCHÈ IL TENNIS SEMBRA PIÙ ESPOSTO
Il tennis è uno degli sport in cui il fenomeno è più evidente, probabilmente per il combinato disposto tra due fattori: il primo è che la partita di tennis a detta degli esperti del settore sembra offrire rispetto ad altri sport innumerevoli opportunità di microscommesse, il secondo dipende dal fatto che il tennis è tra gli sport che maggiormente monitorano il fenomeno relativamente recente, nasce con le prime scommesse online attorno al 2010, si espande attraverso l’evoluzione delle microscommesse tra gli anni Dieci e Venti del Duemila per esplodere dal 2018 quando le scommesse diventano legali negli Stati Uniti.
LA SENSIBILITÀ DELLA WTA E IL TRAUMA DI MONICA SELES
Particolarmente attiva sul tema è la Wta, l’associazione mondiale delle tenniste professioniste, che nel 1993 ha vissuto sulla pelle il trauma di uno degli atti più violenti che lo sport di vertice ricordi. Era il 30 aprile 1993, durante il cambio di campo del quarto di finale di Amburgo, Monica Seles numero uno del mondo, fu accoltellata alla schiena da un tifoso che non sopportava che la sua beniamina Steffi Graf fosse stata spodestata. La ferita non mortale tenne fuori la 19enne nata a Novi Sad (Serbia e naturalizzata statunitense) per due anni azzoppandone di fatto la carriera.
MONITORAGGIO E CONTRASTO NEL TENNIS FEMMINILE
Forse anche in ricordo di questo traumatico evento la Wta è stata probabilmente la prima associazione professionistica a monitorare in modo sistematico le minacce e a stilare un rapporto sul tema a inizio 2024, in seguito al quale proprio per contrastare il fenomeno si è affidata in accordo con World tennis (ex Itf) a un servizio chiamato Threat Matrix: un sistema di controllo per monitorare i contenuti a rischio sui canali di 10mila tenniste. Secondo quanto si legge nel rapporto 2025: il sistema è basato «sull'intelligenza artificiale, supportata da analisti umani che analizzano e valutano i contenuti in 57 lingue, segnalandoli tramite dati open-source provenienti da X, Instagram, YouTube, TikTok e Facebook. Un team di investigatori specializzati e valutatori del rischio raccoglie quindi prove sugli account più preoccupanti, collaborando con i team di sicurezza del Tour e delle sedi per intervenire e prevenire danni reali».
IL 42% DELLE MINACCE ALLE TENNISTE CONNESSA ALLE SCOMMESSE
E ancora: «Nel corso del 2025 sono stati analizzati oltre 1,2 milioni di post e commenti. Più di 12.000 post pubblicati sulle piattaforme sono stati classificati come offensivi, di cui 3.726 classificati come abusi gravi, tra cui contenuti violenti, sessuali, razzisti e minacce mirate. (…) Il rapporto evidenzia inoltre l'impatto persistente e sproporzionato degli abusi legati all'attività di gioco d'azzardo. I giocatori aggressivi sono stati responsabili del 42% di tutti gli abusi verificati rilevati durante la stagione 2025 (un aumento del 2% rispetto al 2024) e del 59% di tutti gli abusi gravi».
E NEGLI ALTRI SPORT?
Il fenomeno è stato riscontrato in diverse altre discipline, in particolare negli sport di squadra più popolari negli Usa (basket, baseball, football americano, sia nei campionati professionistici sia nelle serie minori). Mentre all’Associazione italiana calciatori, che per otto anni, fino al 2022, ha stilato un rapporto dell’Osservatorio “Calciatori sotto tiro”, da noi interpellata per verifica: «Non risultano al momento episodi simili a quelli riscontrati nel tennis».





