Jannik Sinner passeggia sulla terra umida di Monte-Carlo come farebbe su un red carpet di velluto. Non fa mistero di amare giocare dove può dormire nel letto di casa, benché non sia mai riuscito a vincere il titolo.

Il secondo turno, per lui il primo, contro il francese Ugo Humbert (6-3 6-0), durato appena poco più di un'ora, segna l'esordio della stagione sul rosso che il numero due del mondo non ha mai nascosto essere uno degli obiettivi della stagione in corso.

È quasi ovvio che voglia riprendersi il Roland Garros che lo scorso anno ha ceduto, con rimpianto, a Carlos Alcaraz nonostante i due match point a favore. Un esordio non significativo in sé ma in cui sono in gioco diverse significative cose: la misura dello stato di forma sul rosso, la verifica del servizio messo a punto nel corso dell'ultima stagione e alla prova su una superficie diversa, a Sinner meno favorevole rispetto al cemento, dove il servizio di per sé rende di meno. Ma anche, benché il rosso altoatesino non dica di puntarci, la prima piazza al mondo.

Da quando è iniziato il torneo sono scaduti i mille punti conquistati da Alcaraz nel 2025 e dunque la distanza virtuale tra il numero uno spagnolo e Jannik Sinner, che lo scorso anno a questo punto era fermo, sono è ora di 190 punti appena. Significa che la vittoria del torneo per Sinner porterebbe al numero uno matematicamente, mentre arrivando in finale o in semifinale Jannik coglierebbe la prima piazza solo se il rivale della Murcia si fermasse al turno precedente.

Pur essendo gradito per l'atmosfera domestica, il tanto tifo a favore, con il pieno di carote in tutte le salse sugli spalti, e persino con Usain Bolt a vedere (un secondo turno!), Monte-Carlo è soprattutto per Sinner una tappa di avvicinamento al clou della stagione sul rosso: Roma con l'internazionale d'Italia che ancora manca a Jannik e Parigi con l'unico slam finora sfuggito in carriera. Sono i feudi dello spagnolo, l'unico vero avversario del campione azzurro che pochi giorni fa sul suo canale ufficiale YouTube ha ammesso che senza il tennis non si sarebbe immaginato sciatore professionista, pur avendo vinto molto da bambino, ma cuoco al seguito del papà, a Monte-Carlo sugli spalti e probabilmente in azione nella cucina di casa Sinner.