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Pio Esposito festeggia con il fratello Sebastiano dopo il gol alla Turchia in Uefa Nations Champions League
I fratelli Sebastiano e Pio Esposito, con uno zampino di Pio nel 4-1 dell’Italia alla Turchia che rimette in carreggiata l’Italia targata Mancini II dopo il brutto esordio con il Belgio, hanno fatto il giro del mondo: Sebastiano, 24 anni, è alla prima presenza nella Nazionale maggiore. Pio, 21, è arrivato in campo con 10 partite e 5 gol in azzurro, ora 11 e 6 gol (media notevolissima).
Secondo le ricostruzioni degli annali, gli Esposito sono la quarta coppia di fratelli a giocare nella stessa partita dell’Italia del calcio: tra i precedenti ci sono Filippo e Simone Inzaghi, nel 2000, con Pippo titolare, e l’altro entrato in corsa. Per trovarne due schierati insieme dall’inizio, invece bisogna tornare molto indietro, al 1915: Aldo e Luigi Cevenini segnarono tutte le reti del successo per 3-1 sulla Svizzera. I fratelli Baresi, Franco e Beppe, invece hanno diviso San Siro, ma con l’Italia sono stati convocati insieme una volta sola, per l’Europeo del 1980, senza condividere mai una partita. Anzi sono stati proprio alternati, seppure in ruoli diversi: Beppe, centrocampista, ha giocato il Mondiale del 1986, convocato da Enzo Bearzot che, dopo averlo chiamato solo per la tribuna nel 1982, ha lasciato a casa Franco dal Messico. Alla fine sono state 18 presenze per Beppe e per Franco, che dell’Italia è diventato colonna in difesa, 81, compresa la finale Italia-Brasile di Usa 1994 persa ai rigori.


L’esordio di Sebastiano Esposito completa anche un primato familiare assoluto, perché i fratelli Esposito calciatori in azzurro sono tre: Salvatore, il maggiore, oggi 25enne, aveva già giocato una partita nel 2022, e mai prima nella storia tre fratelli avevano vestito la maglia della Nazionale maggiore di calcio. Ma lo sport è spesso un luogo di fratelli e sorelle: perché spessissimo si comincia una disciplina sulle orme di un esempio dei più grandi. C’entra l’emulazione, il caso, la praticità dei genitori. Se i geni sono buoni capita che si sfondi in due anche se non sempre proprio allo stesso livello. Spesso anche i campioni unici hanno seguito nello sport fratelli maggiori che poi nella vita hanno fatto altro. Ma non di solo calcio vivono le famiglie.
Le nazionali italiane di pallavolo maschile e femminile all’ultimo europeo hanno avuto filo da torcere da due coppie di fratelli: i finlandesi Luka e Nooa Marttila hanno molto contribuito alla sconfitta degli azzurri nei quarti di finale e le sorelle Isabelle “Bella” e Anna Haak, svedesi hanno complicato la vita alle azzurre, complice il fatto che Bella condivide con molte di loro il club a Conegliano. Anche nel gruppo di Fefè De Giorgi ci sono fratelli di altri pallavolisti: Luca Porro ne ha due in SuperLega, Paolo a Modena e Simone a Milano e chissà che l’Italia non li convochi tutti prima o poi. Francesco Sani, invece, è nato in California, mentre suo fratello Sebastiano è nato a Trento, ma si sono scambiati le Nazionali: Francesco veste l’azzurro, Sebastiano la maglia stelle e strisce. La pallavolo, del resto, è uno sport a trazione e tradizione familiare, come dimostra la storia delle sorelle Caterina e Lucia Bosetti, una lunga militanza entrambe nell’Italia e i loro genitori sono allenatori ad alto livello anche all’estero.


La scherma italiana, poi, è passata alla storia con l’egemonia dei fratelli Mangiarotti, Edoardo, Dario e Mario, emulata dai Garozzo: Daniele, fiorettista, oro individuale nel fioretto a Tokyo 2020, la stessa olimpiade in cui il fratello Enrico è stato argento a squadre nella spada.


L’Italia femminile di ginnastica artistica conta addirittura due gemelle, Alice e Asia D’Amato, che parte della stessa delegazione, identiche come sono, hanno vinto l’oro a squadre all’Europeo 2022.
Mentre le celeberrime Venus e Serena Williams sono le uniche sorelle che si siano mai avvicendate al vertice del tennis mondiale, il più internazionale degli sport.







