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Yeman Crippa festeggia con il tricolore il secondo posto alla Maratona di New York.
Yeman Crippa, secondo alla maratona di New York il 1° novembre 2026, ha fermato il cronometro a 2 ore, 6 minuti e 14 secondi, tagliando il traguardo appena 13 secondi dopo lo svedese Andreas Almgren. Un risultato straordinario, che rappresenta il miglior piazzamento di un italiano dal 1996, quando Giacomo Leone vinse la gara.
Per Crippa, atleta trentino delle Fiamme Oro, il podio newyorchese arriva dopo un'altra impresa: la vittoria nella maratona di Parigi, lo scorso aprile, conquistata in 2h05'18", con tanto di nuovo primato personale. Un successo che ha segnato una svolta nella sua carriera sulla distanza dei 42,195 chilometri, dopo le difficoltà incontrate nelle stagioni precedenti.
Nato il 15 ottobre 1996 a Dessiè, in Etiopia, Yeman è oggi uno dei protagonisti dell'atletica italiana. Nel suo palmarès spicca l'oro nei 10 mila metri agli Europei di Monaco di Baviera del 2022, dopo il bronzo conquistato nella stessa specialità a Berlino nel 2018. A Monaco aveva ottenuto anche il bronzo nei 5 mila metri. Ma il suo talento viene da lontano. Dietro le medaglie c'è una storia di lutti, separazione, accoglienza e nuovi legami.
La guerra civile in Etiopia ha segnato l'infanzia di Yeman, diminutivo di Yemaneberhan, che ha perso i genitori biologici e ha trascorso un periodo in un orfanotrofio di Addis Abeba. Nel 2003, a cinque anni, è arrivato in Italia, accolto da Roberto Crippa e Luisa Fricchione, una coppia milanese trasferitasi a Tione, in provincia di Trento. Tra le montagne trentine ha trovato una casa e un ambiente nel quale crescere, fino a scoprire la passione per la corsa, dopo aver inizialmente praticato il calcio.
La sua non è stata, però, un'adozione come tante altre. Roberto e Luisa hanno accolto complessivamente nove giovani etiopi, tra fratelli e cugini di Yeman, rimasti orfani. Nel 2003 si erano recati in Etiopia per adottare tre fratelli. Una volta arrivati all'orfanotrofio, però, avevano scoperto che i bambini erano cinque e che c'erano anche quattro loro cugini. Consapevoli che separare quel gruppo avrebbe causato ai piccoli un ulteriore dolore, decisero di compiere una vera e propria «follia»: adottarli tutti.
Rientrarono inizialmente in Italia con i tre fratelli per i quali erano partiti, ma tra il 2003 e il 2008 tornarono più volte in Etiopia, fino a riuscire a riunire tutti i ragazzi. La loro storia arrivò fino al Quirinale: nel 2018 Roberto e Luisa furono insigniti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella del titolo di Ufficiali dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, in riconoscimento dello straordinario esempio di generosità e solidarietà dimostrato.
Il coraggio dei Crippa ha permesso a nove ragazzi di crescere e studiare. In questa famiglia numerosa, ciascuno ha intrapreso la propria strada. Nekagenet, detto Neka, fratello maggiore di Yeman, è anch’esso un atleta. Altri fratelli hanno trovato lavoro in Italia, mentre una delle sorelle, Elsabet, è tornata in Etiopia, dove si dedica alla cooperazione. Uonishet, l'ultima ad essere adottata, è invece scomparsa tragicamente alcuni anni fa, in un incidente stradale durante una vacanza in Etiopia.
La storia di questa straordinaria vicenda familiare è stata raccontata anche nel documentario Yeman e Neka, diretto da Matteo Valsecchi e presentato nel 2015 al 63° Trento Film Festival.





