Papa Francesco riporta d’attualità la tradizione dei “libretti” delle preghiere, molto diffusa fino agli anni settanta. Era quei piccoli libri, rilegati a volte in pelle bianca con un calice o un ostensorio, che veniva regalati ai bambini in occasione della prima comunione o alle spose al matrimonio. I bordi delle pagine era di solito dorati. La tradizione dei libretti è antichissima e su e-bay si trovano centinaia e centinaia e centinaia di libretti, alcuni magnifici che sono stati stampati nella seconda metà del Ottocento a poco prezzo. C’è chi li colleziona con passione. I libretti contengono le preghiere più popolari e soprattutto quelle del catechismo di Pio X, con le formule brevi. Papa Francesco ha deciso di farne pubblicare uno molto semplice dalla Libreria editrice vaticana di 40 paginette.
In copertina c’è l’immagine de “L’Orante”, una figura con le braccia aperte di un affresco del III secolo custodito nelle catacombe di Priscilla a Roma. Dopo le 50 mila copie distribuite in piazza san Pietro da lunedì 15 dicembre il libretto si potrà comperare nelle librerie a 60 centesimi. Bergoglio ha parlato più volte della preghiera e ha insistito che bisogna pregare. Qualche mese fa durante un’udienza generale del mercoledì si era lamentato che i “genitori non insegnano più ai figli a pregare né a farsi il segno della croce” e aveva chiesto: “I vostri figli, i vostri bambini sanno farsi il segno della croce? I vostri nipoti sanno farsi il segno della croce? Glielo avete insegnato? Pensate e rispondete nel vostro cuore” E poi: “Sanno pregare il Padre nostro? Sanno pregare la Madonna con l’Ave Maria?”. Un’altra volta ha detto: “La preghiera fa miracoli”. E un’altra volta ancora. “Forse suona male, ma pregare è un po’ dare fastidio a Dio, perché ci ascolti. E’ attirare gli occhi, attirare il cuore di Dio verso di noi”.
In apertura del libretti di preghiere di Papa Francesco c’è una frase sola. “Quando prego Dio respira in me”. Corrado Maggioni, padre monfortano e liturgista, sull’Osservatore Romano di oggi scrive che “ a pregare si impara pregando e quando non si trovano le parole sono le formule scritte le preghiere appunto che allenano il cuore alla preghiera”.
In copertina c’è l’immagine de “L’Orante”, una figura con le braccia aperte di un affresco del III secolo custodito nelle catacombe di Priscilla a Roma. Dopo le 50 mila copie distribuite in piazza san Pietro da lunedì 15 dicembre il libretto si potrà comperare nelle librerie a 60 centesimi. Bergoglio ha parlato più volte della preghiera e ha insistito che bisogna pregare. Qualche mese fa durante un’udienza generale del mercoledì si era lamentato che i “genitori non insegnano più ai figli a pregare né a farsi il segno della croce” e aveva chiesto: “I vostri figli, i vostri bambini sanno farsi il segno della croce? I vostri nipoti sanno farsi il segno della croce? Glielo avete insegnato? Pensate e rispondete nel vostro cuore” E poi: “Sanno pregare il Padre nostro? Sanno pregare la Madonna con l’Ave Maria?”. Un’altra volta ha detto: “La preghiera fa miracoli”. E un’altra volta ancora. “Forse suona male, ma pregare è un po’ dare fastidio a Dio, perché ci ascolti. E’ attirare gli occhi, attirare il cuore di Dio verso di noi”.
In apertura del libretti di preghiere di Papa Francesco c’è una frase sola. “Quando prego Dio respira in me”. Corrado Maggioni, padre monfortano e liturgista, sull’Osservatore Romano di oggi scrive che “ a pregare si impara pregando e quando non si trovano le parole sono le formule scritte le preghiere appunto che allenano il cuore alla preghiera”.



