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«L'estate stimola gli istinti più rapaci nei confronti del mare spesso causando danni anche involontari», afferma Roberto Danovaro, docente di Ecologia marina all’Università Politecnica delle Marche e top scientist mondiale nella ricerca nel decennio 2010-2020. «Ecco come viverla in modo più eco-sostenibile: non raccogliere stelle di mare, cavallucci marini, nacchere, patelle, ricci e altri organismi vulnerabili che vivono vicino alla battigia. Molti sono ormai sull’orlo dell’estinzione. Usare solo creme solari eco-compatibili, senza filtri chimici come oxybenzone o conservanti come i parabeni perché hanno effetti anche letali su molti organismi marini. Scegliere il pesce da mangiare evitando tonno, pesce spada, cernie e grandi pesci, a favore di cozze, vongole e altri bivalvi o pesce azzurro, come acciughe e sgombri. Sostituire la pesca subacquea (spesso fatta in poca sicurezza) con la fotografia o una bella nuotata con maschera e boccaglio.
E ancora: non ancorare la propria imbarcazione o il gommone sulle praterie di posidonia (che forma quelle chiazze scure su cui è facile agganciare l’ancora) perché recuperando l’àncora strappiamo molti ciuffi che richiedono anche decenni per ricrescere. Preferire la canoa alla moto d’acqua; il rumore danneggia moltissime specie. Non consumare mai datteri di mare e altre specie raccolte illegalmente anche se venduti al mercato o al ristorante (è reato anche il consumo). Per raccoglierli si distruggono le rocce in cui crescono, con danni irreparabili agli ecosistemi costieri. Preferire la borraccia e ridurre l’acquisto di confezioni in plastica: il 5% finisce in mare con gravi conseguenze per le specie marine. Non abbandonare i mozziconi di sigaretta in spiaggia. Sono una delle forme più grandi e pericolose di inquinamento del mare. Poco degradabili, rilasciano nicotina con effetti tossici sugli organismi marini. Non portare via dalla spiaggia conchiglie, sabbia, rocce o altri souvenir. Se tutti lo facessimo, in pochi anni non resterebbe nulla».




