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martedì 23 luglio 2024
 

Domenica 11 dicembre 2022 - V di Avvento

Il Precursore

 

La parola cardine di questa V domenica d’Avvento è “testimonianza”. La Parola ritorna ancora una volta sulla figura di Giovanni il Battista, colui che deve dare testimonianza alla luce, quella luce che stiamo attendendo e festeggeremo la notte di Natale con la nascita di Gesù. Giovanni è ben cosciente di non essere la luce, nonostante le folle si presentino per essere battezzate da lui nel deserto: non le inganna, ma proclama chiaramente: «Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».

Riconosciamo in Giovanni una persona cosciente del proprio ruolo e rispettosa di questo; anche noi dobbiamo comprendere la nostra identità di figli e imparare a viverla in pienezza e responsabilità. Nessun figlio si deve sostituire al Padre e nessun testimone della luce deve credersi la fonte della luce. Dare testimonianza alla luce è possibile solo quando si è stati illuminati dalla luce, quando si diventa frammenti di uno specchio che riflette un dettaglio del volto di Gesù.

Se riusciamo a comprendere tutto ciò, avremo la capacità di non confondere il riflesso della luce con la luce stessa, sapremo evitare di attaccarci ai testimoni che incontreremo lungo il cammino della vita, perché saremo ancorati a Colui che essi ci aiutano a conoscere. Solo attraverso il Figlio unigenito abbiamo la possibilità di conoscere Dio Padre, tutti i testimoni che incontreremo mai si potranno sostituire al Figlio.

La venuta del Signore non sarà priva di impatto sulla nostra vita, lo dice bene il profeta Michea nella prima lettura: «Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai». L’attuazione della salvezza nella nostra vita implica la necessità di lasciarsi purificare e plasmare dal Colui che viene. Il suo fuoco ci permette di eliminare ogni impurità dalla nostra persona, di far tornare a brillare la ricchezza della nostra identità, per rendere ancora più preziosa la nostra esistenza. Il processo di purificazione della nostra persona è un processo lungo e complesso, che è possibile solo attraverso un vero affidamento a Lui. Noi vorremmo che tutto questo processo si potesse attuare velocemente, indolore e una volta per tutte, ma la realtà è che il suo fuoco deve lavorare costantemente in noi per purificarci di volta in volta dalle piccole e grandi sporcizie che si depositano in noi col passare dei giorni.

Quando viviamo i periodi forti dell’anno, come l’Avvento, riusciamo – se ci impegniamo – a mettere più forze in gioco per il nostro cammino spirituale: si cerca di spendere più tempo in preghiera, si partecipa con maggiore assiduità alle celebrazioni, ma la sfida è mantenere costante l’impegno per tutto il periodo dell’anno. Lasciare che il Signore ci plasmi giorno dopo giorno, per modellarci a Sua immagine e somiglianza, non è forse questa la forma con la quale siamo stati creati?

In questa penultima settimana d’Avvento lasciamoci abbagliare dalla luce di Dio riflessa dai tanti testimoni accanto a noi e disponiamo il nostro cuore a lasciarsi purificare da Colui che viene.


08 dicembre 2022

 
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