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mercoledì 28 febbraio 2024
 

Domenica 18 dicembre 2022 - VI di Avvento

Dell'incarnazione

 

In questa ultima domenica di Avvento, la domenica dell’Incarnazione, il Vangelo ci propone l’annunciazione alla beata Vergine Maria. A pochi giorni dal Natale siamo chiamati a contemplare il sì di Maria, la sua capacità di affidarsi a Dio e accogliere il progetto che Lui ha su di lei.
La prima parola che l’angelo Gabriele dice a Maria è «Rallegrati»: un chiaro invito a gioire per il dono di quella maternità straordinaria che stravolgerà la storia dell’intera umanità. Maria è chiamata a rallegrarsi perché Dio ha posato il Suo sguardo su di lei e l’ha prescelta fra tutte le donne. In questa settimana che ci condurrà a fare memoria della nascita di Gesù, proviamo a sentire rivolto anche a noi l’invito dell’angelo. Sappiamo vivere la gioia? Quella vera e profonda, quella che abita il nostro cuore. Troppo spesso riduciamo la gioia alla felicità estemporanea data da alcune piacevoli esperienze, felicità che necessita continuamente di qualcosa di nuovo per continuare a esistere, felicità che resta sulla superficie della nostra persona, che percepiamo sulla nostra pelle piuttosto che viverla con tutto noi stessi.
La gioia alla quale è invitata Maria è ben diversa e anche noi non siamo esclusi dal provarla. La strada che conduce a questa gioia è la consapevolezza di essere oggetto di attenzioni da parte di Dio, di essere destinatari di un amore gratuito che ha la possibilità di sanare ogni nostra ferita. Certo è una strada meno immediata rispetto a quella che conduce alla felicità a poco prezzo che ci è costantemente promessa da chi desidera solo illuderci e vederci come consumatori.
Anche san Paolo nella Lettera ai Filippesi ci invita alla gioia: «Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti». La necessità di ripetere il suo invito lascia trasparire che non è immediato riuscire a farsi contagiare pienamente dalla gioia che il Signore vuole donarci. Può capitare di non sentirsi degni di cotanta gioia, si può aver paura di lasciare quello stato di insoddisfazione che ci abita da tanto tempo, le difficoltà del tempo che viviamo possono farci credere che la gioia sia solo una favoletta per bambini, impossibile da realizzarsi. Sentiamo, invece, rivolto a noi quel «Rallegrati»!
Di fronte alle parole dell’angelo Maria rimase molto turbata. L’iniziale paura non impedisce alla madre di Gesù di accogliere il progetto di Dio su di lei, alla stessa maniera il turbamento non deve bloccare la nostra vita. La paura fa parte della vita, ma la fede ci può donare la forza di superarla, non occorre conoscere ogni singolo passo del cammino che Dio ha pensato per noi, piuttosto è sufficiente affidarsi a Lui con piena fiducia. Solo quando reputiamo vere, anche per noi, le parole «nulla è impossibile a Dio», allora sapremo vivere appieno il nostro affidamento. A volte capita che la paura ci faccia mettere in discussione qualcosa che abbiamo considerato vero fino a poco prima: una scelta, una relazione, una carriera... Quando tutto questo accade ricordiamoci che è una tentazione del Maligno e non la voce del Signore. Nulla è impossibile a Lui e nulla è impossibile a noi, se lasciamo che sia Lui a mostrarci la verità.
 


15 dicembre 2022

 
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