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lunedì 15 aprile 2024
 

Domenica 18 febbraio 2024 - I di Quaresima

La prima domenica di Quaresima, con la sua chiamata alla revisione di vita e a considerare qualche forma di digiuno utile alla crescita umana e spirituale, ci invita a sostare in particolare modo sul racconto che Matteo ci consegna circa l’esperienza di Gesù dell’essere tentato.

Anzitutto è importante chiarire che l'evangelista intende raccontare una circostanza che verosimilmente Gesù non affronta un’unica volta nella sua vita, bensì ripetutamente, anzi, dobbiamo dire continuamente. I quaranta giorni e quaranta notti, nella simbolicità del numero e del richiamo al cammino di Israele nel deserto, alludono a un tempo molto prolungato, paragonabile all’arco intero della vita di Gesù.

La presenza dello Spirito in qualità di alleato, o meglio, di colui che favorisce l’ingresso nel deserto, è un ulteriore elemento che spinge in quella direzione: si tratta dello Spirito che dà la vita e la sostiene; dunque, l’essere tentati è esperienza che accompagna inevitabilmente l'esistenza come parte integrante di essa.

Ma di cosa si tratta, in definitiva? L’espressione utilizzata da Matteo offre spunti interessanti. Il verbo che indica la tentazione, infatti, richiama dal punto di vista etimologico l’azione del provare la consistenza di un oggetto o materiale, saggiandone la bontà con una punta. Un test il cui esito non si conosce in anticipo e che può essere tanto negativo quanto positivo. In estrema sintesi: un’occasione in cui dare buona prova di sé ma da cui si può anche uscire drammaticamente sconfitti. Una questione di vita o di morte.

Inoltre, il racconto è costruito attorno a occasioni in cui Gesù viene posto di fronte a delle scelte, a dei bivi esistenziali in cui può fare una cosa oppure decidere altro. Sono solo tre, ma tutte pongono una questione di vita o di morte e sono rappresentativi di ambizioni fondamentali della vita di una persona: il rapporto con i propri e altrui bisogni e con i beni del creato (dunque anche il lavoro, la dimensione sociale, il possesso); il fascino del dominio (quindi tutte le relazioni, il concetto di realizzazione personale, le forme delle istituzioni); il senso religioso e il sacro (l'uso manipolatorio delle immagini di Dio, la spettacolarizzazione del sacro e il suo sfruttamento a fini personali, la sacralizzazione di figure e ruoli).

In quelle scelte c’è in gioco l'identità stessa di Gesù: chi decide di essere? Che persona vuole diventare? Un potente che sottomette gli altri o un uomo che si dedica a loro? Uno che cura i propri interessi esclusivi o costruisce il bene di tutti? Userà il sacro per prevalere o per salvare? Sfide che Gesù non affronta come un eroe senza macchia e senza paura, ma nella sua umanità debole come quella di ognuno, bisognosa anch’essa di una Parola che orienta la vita e guida quelle scelte quotidiane in cui, tanto o poco, ciascuno costruisce quel che è.

La Quaresima è dunque tempo favorevole non per rinunce fini a se stesse ma per porci la domanda fondamentale circa quale forma dare alla nostra umanità.


15 febbraio 2024

 
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