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lunedì 15 luglio 2024
 

Domenica 19 novembre 2023 - II di Avvento - I figli del Regno

La comparsa di Giovanni sulla scena del Vangelo fa fare un salto cronologico non da poco al lettore che ha ancora nelle orecchie i racconti dell'infanzia di Gesù. Ma a dispetto della distanza temporale, nella visione dell’evangelista non vi è alcuno stacco tra le vicende del Gesù bambino e l’avvio della sua vita pubblica, introdotto dalla figura del Battista. L’espressione «In quei giorni» suggerisce la continuità tra le due fasi della vicenda del Cristo. È la storia unica di una Grazia che chiama l’umanità a un cammino di alleanza e salvezza.

Nei racconti della nascita del Figlio di Dio appare subito in tutta la sua bellezza il dono che il Signore fa di se stesso: è l’Emmanuele, il «Dio con noi». Matteo a Betlemme anticipa il tema che percorre tutto il suo Vangelo: Dio si fa vicino, accompagna, sostiene, consola, guarisce, nutre, allieta.

In questa logica di continuità non sorprende che l’attività di Giovanni cominci con la stessa parola che aprirà la predicazione di Gesù: «Il regno dei cieli è vicino». È il cuore dell’annuncio evangelico: la vicenda umana non è un’avventura di solitudine e abbandono, ma un cammino sostenuto e accompagnato da una forza vivificante e amante, vicina e accessibile a ognuno. È la presenza del Padre che si intreccia misteriosamente ma concretamente con le trame della storia.

A questa Grazia occorre però corrispondere: «Convertitevi», dice Giovanni e ribadirà Gesù. C’è il dono e c’è la responsabilità dell’accoglierlo facendogli spazio. Ma non si tratta tanto, o non solo, di correggere comportamenti moralmente scorretti, quanto di cambiare radicalmente visione della vita. Corrispondere al dono con responsabilità significa guardare al mondo con gli occhi del Dio che ama e dà la vita. Così nell’altro si riconosce un fratello, una sorella, nei beni materiali un'occasione di giustizia, nelle risorse personali delle opportunità di dono. Sono questi i frutti degni della conversione, che plasmano in ciascuno l’identità dei «figli del Regno».

Un appello simile risuona anche nelle parole di Isaia. Ad Israele viene annunciata una volontà di salvezza e di liberazione. Il Signore, ancora una volta, si fa vicino al suo popolo per consolarlo e riscattarlo, ma esso dovrà corrispondere al dono mantenendo salda nel cuore la legge del suo Dio. Perseguire il diritto e la giustizia è la via per Israele di riconoscere e rendere onore alla Grazia della libertà ricevuta nuovamente in dono.

Anche Paolo ci permette di riconoscere con chiarezza come l’esperienza di fede sia dono e responsabilità. Il suo ministero è frutto tanto della Grazia di una chiamata che l’ha raggiunto e che lo accompagna, quanto della sua risposta appassionata e radicale che lo ha spinto a dare una piega originale e unica al suo cammino di fede: farsi apostolo delle genti. Ascoltare una chiamata e prendersi la responsabilità di una risposta originale e personale è la sostanza del cammino di fede che ogni credente è quotidianamente chiamato a costruire.


16 novembre 2023

 
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