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lunedì 04 marzo 2024
 

Domenica 20 agosto 2023 - XII dopo Pentecoste

In questa dodicesima domenica dopo Pentecoste la liturgia della Parola ci propone un passo del vangelo di Matteo in cui il Signore ha toni molto duri nei confronti degli abitanti delle città nelle quali aveva compiuto grandi segni.
Nella prima parte del brano, Gesù si rivolge ai discepoli di Giovanni il Battista, che erano stati inviati da lui per avere conferma che fosse Gesù il Messia tanto atteso. A loro il Signore spiega l’incapacità della generazione di quel tempo di saper riconoscere i testimoni mandati da Dio, in particolare Giovanni e Lui stesso, il primo accusato di avere un demonio, il secondo di essere un mangione e un beone. Le persone sono state incapaci di guardare alle opere compiute da Gesù e riconoscere la sua identità, la verità racchiusa nelle sue parole. Due stili lontani e differenti, quelli del Cristo e di Giovanni, eppure entrambi fraintesi. 
Di fronte alla chiusura del cuore dell’uomo non c’è linguaggio che possa andare oltre e spalancare i suoi occhi alla comprensione. Fermiamoci a domandarci se anche noi non rischiamo, a volte, di imprigionare il manifestarsi di Dio nelle nostre aspettative, se non riduciamo ogni anelito di libertà dello Spirito alla risposta preconfezionata alle nostre preghiere. 
Non bisogna andare tanto lontano per ricordare quanto sia facile screditare la predicazione di un sacerdote, se non si accorda al nostro stile di vita, alla nostra personalità e sensibilità. Torniamo a lasciare davanti a tutto la priorità della Parola, restare in ascolto di essa, al di là del testimone che si fa strumento e tramite, perché il Signore ci parla attraverso di essa.
Nella seconda parte del brano di Vangelo odierno, il Signore cambia interlocutore e si rivolge direttamente ai cittadini delle città in cui si era manifestato attraverso segni straordinari. 
Il tema al centro del discorso resta lo stesso: la cecità e la chiusura di chi non si è lasciato toccare dalle sue opere, dal suo manifestarsi. Non sono bastati i miracoli compiuti per convertirsi e seguire la buona parola annunciata da Gesù. Città famose per la condanna di Dio nei loro confronti, quali Tiro o Sidone o Sodoma, non hanno avuto la possibilità di assistere a segni così importanti, come quelli operati da Gesù a Betsàida e Cafarnao; per questo saranno trattate meno duramente nel giorno del giudizio. 
Un discorso analogo viene fatto da san Paolo nella seconda lettura: chi è a conoscenza della Legge è chiamato a rispettarla, ha una responsabilità maggiore rispetto a chi non è entrato in contatto con essa. Noi ci professiamo cristiani e conosciamo il Vangelo, tutto questo ci carica di un impegno maggiore nell’imitare l’esempio di Gesù; conosciamo la parola di Dio e non abbiamo attenuanti sul confondere il bene con il male, la via della vera gioia con i sentieri delle false felicità
Chi ha incontrato il Signore non può atteggiarsi come se non gli fosse stato mostrato il modello del vero amore, come se non avesse assistito alla manifestazione più grande di misericordia e carità.


17 agosto 2023

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