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giovedì 29 febbraio 2024
 

Domenica 26 febbraio 2023 - All'inizio di Quaresima

Entriamo in questa domenica nel tempo forte della Quaresima, il tempo che ci conduce alla Pasqua di risurrezione. Nel brano del Vangelo il Signore Gesù è condotto dallo Spirito nel deserto, alla stessa maniera anche noi dobbiamo lasciarci guidare in questo deserto particolare che è il tempo della Quaresima. Un periodo che desidera ricondurci all’essenziale, invitandoci a liberarci di tutto ciò che rallenta il nostro cammino nella sequela di Cristo.

Gesù è chiamato ad affrontare tre tentazioni: la prima è legata al pane, a ciò che possiamo definire l’aspetto più materiale della vita, il sostentamento necessario per vivere. Di fronte a questa prima prova la risposta data al diavolo è forte e chiara: «Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». La vita dell’uomo non è alimentata semplicemente dal cibo e, tantomeno, dalle sole cose materiali. C’è una sete in ciascuno di noi che si esaurisce solo e soltanto con la Parola di Dio, la nostra relazione con Lui. Chiediamoci cosa reputiamo essenziale per vivere, a cosa ancoriamo la nostra vita e di cosa la alimentiamo? Certamente esistono le cose che possediamo, i piaceri della vita, ma ci basta tutto questo? Non sentiamo in noi un anelito a qualcosa di più profondo, di più grande, che non si può acquistare e ci può essere solo donato dalla nostra fede?

La seconda tentazione a cui è sottoposto il Signore è quella della sfida nei confronti di Dio: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù». Si mette alla prova Dio quando non si crede nel suo amore nei nostri confronti, quando si impone a Dio ciò che dovrebbe fare. Insomma, ci sostituiamo a Lui nel discernere il bene e il male, vogliamo essere nella sala regia della storia e dirigere il suo progredire. La verità è che nella nostra vita il vero bene si può realizzare sempre e soltanto affidandoci a Dio e non pretendendo qualcosa da Lui; forse abbiamo trasformato anche noi la nostra preghiera nella lista della spesa. La preghiera non può essere una sfida, ma deve essere dialogo e affidamento, fiducia e comprensione.

La terza e ultima prova è quella del potere: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Il fascino del potere è qualcosa di subdolo e insidioso, che non si sazia mai e diventa sempre più forte in relazione a quanto ne possediamo. Nessuno può sentirsi completamente escluso da questa seducente tentazione, perché – chi nel piccolo, chi nel grande – abbiamo un ambito nel quale esercitiamo una forma di potere, fosse anche soltanto in famiglia. Il tentatore promette potere assoluto a una condizione: adorarlo, metterlo al posto di Dio. Quando ci lasciamo tentare dal potere, diventiamo capaci di accontentare ogni richiesta nei confronti di chi ci permette di averlo, dimenticandoci così di perdere uno dei doni più importanti: la nostra libertà.

Le sei settimane che ci separano dalla Pasqua devono diventare un’occasione per effettuare scelte significative in favore della nostra fede, rinnovare la nostra attenzione alla parola del Signore e non temere di affrontare le tentazioni che potremo incontrare.


23 febbraio 2023

 
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