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martedì 05 marzo 2024
 

Domenica 27 agosto 2023 - XXI Domenica del Tempo ordinario (ANNO A)

Il racconto del “primato di Pietro” è conservato solo da Matteo, l’evangelista “del Regno e della Chiesa”, e non ha paralleli negli altri Vangeli, che pure raccontano l’episodio di Cesarea di Filippo e la domanda capitale che Gesù pone ai Dodici: «Voi chi dite che io sia?» (Marco 8,27-29; Luca 9,18-21). Con questa domanda ogni uomo deve fare i conti; in accenti simili essa risuona ancora in Matteo, alla vigilia della Passione, quando Gesù entra quale Re nella città di Davide e la folla si interroga: «Chi è Costui?» (Matteo 21,10). Chi è Gesù per me? Tra le cose che ne «dice la gente», in mezzo a ipotesi e tentativi di definirlo, di adeguarlo alle esigenze del mondo, di addomesticarlo agli i nteressi personali, qual è la mia risposta? Gesù ha condotto i suoi ai margini settentrionali della Terra di Israele, presso l’ellenistica città di Paneas, alle pendici del monte Hermon e vicino alle sorgenti di uno degli affluenti del Giordano, dove si trovavano luoghi di culto dedicati a divinità pagane (Pan) e i sovrani giudei erano soliti onorare i dminatori romani (Erode il Grande vi aveva fatto costruire un tempio dedicato ad Augusto; il tetrarca Filippo aveva chiamato la città Cesarea e più tardi Agrippa II l’avrebbe ribattezzata Neronia); in un contesto naturalistico di straordinaria bellezza, luogo di confine dove la fede ebraica trovava riferimenti geografici capitali e insieme sperimentava la presenza pagana e i rischi dell’idolatria, Gesù chiede: Chi sono io per te? Tra le tradizioni e i riti, negli impegni di tutti i giorni, in mezzo a distrazioni e tentazioni, nella bellezza folgorante del creato, Gesù vuole la mia personale risposta, dalla quale dipendono le mie scelte, la mia perseveranza, tutta la mia storia di fede, la mia stessa testimonianza. La voce della Chiesa, la voce di Pietro, offre la Verità sul «Cristo, il Figlio del Dio vivente», una Verità che «né carne né sangue» possono «rivelare, ma il Padre che è nei Cieli». Ciascuno è chiamato a fare sua, nell’intimità che diventa rivelazione, questa Verità che è sempre la stessa, ieri, oggi e sempre, ed è per ognuno l’espressione di un incontro personale sempre nuovo e ineffabile («Gesù ordina di non dirlo ad alcuno»!). Pietro, principio di unità, custodisce per tutti questa Verità, non in forza di un suo speciale merito, ma perché il Signore lo ha scelto e, secondo le profezie delle Scritture, tanto care a Matteo, «gli ha posto sulle spalle la chiave della casa di Davide: se lui apre nessuno chiuderà e se lui chiude nessuno potrà aprire» (Isaia 22, I lettura). Dio è «fedele», «guarda verso l’umile», «non abbandona l’opera delle sue mani» (Salmo 137, Responsorio); «profonda è la sua sapienza», «i suoi giudizi sono insondabili» (II lettura, Romani 11): per le mani del pescatore di Galilea Egli rinnova per sempre la sua promessa e, nei sacramenti della Chiesa, corpo mistico del Cristo, edificato sul fondamento degli apostoli e sulla “Pietra” che il Signore stesso ha stabilito, apre a ogni uomo la Porta della Vita.


24 agosto 2023

 
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