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lunedì 04 marzo 2024
 

Domenica 3 settembre 2023 - I dopo il martirio di san Giovanni il precursore

In questa Prima domenica dopo il martirio il brano di Luca che ci è proposto può essere suddiviso in due parti: la prima focalizzata sullo stato di Erode, la seconda volge lo sguardo su Gesù. Nei primi versetti, ci viene raccontato lo smarrimento del re Erode di fronte ai racconti che gli giungevano riguardo a Gesù, ai suoi gesti e alle sue parole. Il tetrarca non sa come reagire e fatica a credere a tutto ciò che giunge alle sue orecchie. Impossibile che sia risorto Giovanni Battista, da lui stesso fatto decapitare; non può credere che sia tornato in vita uno dei profeti della tradizione. Lo smarrimento è uno stato che può facilmente realizzarsi nella nostra vita di fronte alle opere di Dio. La libertà dell’azione di Dio è totale e il suo progetto si realizza attraverso vie che non sono quelle che possiamo aspettarci. Lo smarrimento non implica che stiamo vivendo una fase sbagliata della vita o che abbiamo perso la fede, piuttosto è un’occasione per rinnovare la nostra fede, è un aiuto per rafforzarla. La via che conduce fuori dallo smarrimento è il tornare ad affidarsi pienamente a Dio, rinnovare la nostra fiducia in Lui. Queste sono le condizioni per saper riconoscere Gesù, saper interpretare le sue parole e comprendere le sue opere. Lo smarrimento porta alla perdita di fiducia nel futuro e alla confusione, quando ci chiudiamo in noi stessi, quando siamo incapaci di toglierci dagli occhi le lenti dell’egoismo e della chiusura a Dio. La prima parte del Vangelo dice che Erode «cercava di vederlo» per superare il suo smarrimento, ma i suoi occhi non erano nelle condizioni di vedere Gesù per chi era, né tanto meno per comprendere il senso delle sue opere. Nella seconda parte del Vangelo odierno, i discepoli raccontano a Gesù tutti i segni che sono riusciti a compiere, dopo che erano stati inviati, e Lui cerca di ritirarsi in disparte con loro. Ma l’evangelista ci spiega che le folle, non appena vennero a sapere dove si trovava, lo raggiunsero. Gesù quindi non si sottrae alle persone che gli vanno incontro, ascolta le loro necessità, cura le loro ferite e testimonia loro la Parola di Dio. Queste folle avevano compreso tutto di Lui? Erano più intelligenti di Erode? Assolutamente no. È facile intuire come Gesù sia cercato dai più per i segni straordinari che ha compiuto, piuttosto che per aver compreso il loro reale significato. Eppure, anche i più semplici, cercano di tenere vivo il legame con Lui, di non perdere l’occasione di entrare in contatto con Colui che li ha tanto stupiti. La cosa più importante è custodire il desiderio di alimentare il nostro legame con Gesù, cercarlo e lasciarci trovare, permettere a Lui di togliere le lenti che ci impediscono di vedere il suo costante operare nella nostra vita, permettere a Lui di levarci i tappi che non permettono di ascoltare la sua Parola. Non lasciamoci mai spaventare dallo smarrimento che può prendere piede nella nostra esistenza, perché ci è sempre fornita la via d’uscita, dipende da noi, dalla nostra apertura a Dio e dal nostro ascolto. Ricordiamoci sempre che ogni smarrimento è occasione di rafforzare la nostra fede. 


31 agosto 2023

 
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