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venerdì 01 luglio 2022
 

V Domenica del tempo ordinario (Anno C) 6 febbraio 2022

Lasciarono tutto e lo seguirono

Lo stupore aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».

Luca 5,9-10

Tutta la liturgia di oggi insiste sulla chiamata che il Signore rivolge ai suoi servi senza loro merito: egli si fa vicino, si fa vedere e incontrare, trasfigura le loro storie, ed essi, che lo hanno visto, testimoniano quanto è accaduto nella loro vita e accolgono con docilità la vocazione ricevuta perché si compia quanto Dio ha pensato per loro a beneficio di tutto il mondo. Nella prima lettura Isaia riconosce la sua originaria condizione di uomo dalle labbra impure, eppure proprio lui ha visto con i suoi occhi il Re, il Signore degli Eserciti. La sua colpa è tolta, il suo peccato è espiato, ed egli può rispondere il suo «Eccomi, manda me». Il salmo rende lode al Signore, che accresce la forza del suo consacrato. San Paolo, nella seconda lettura, testimonia di aver visto Gesù risorto e la sua vita trasformata dopo quell’incontro, non per suo merito ma per la grazia di Dio che è con lui.

Non siamo noi ad agire, con le nostre povere forze, è il Signore che compie in noi “l’opera delle sue mani”, come la definisce il salmo di oggi. Possiamo gettare le reti e raccogliere ogni genere di pesci solo sulla sua parola, altrimenti, senza di Lui, faticheremo tutta la notte, nel buio e privi di prospettive, per non prendere nulla. Questa è l’esperienza personalissima di Simone, che, pur avendo già una conoscenza di Gesù, vede veramente chi Egli sia solo dopo questo episodio, nel quale vive in prima persona l’intervento salvifico del Signore. Comprende di essere un peccatore e decide di seguirlo con radicalità, lasciando quello che c’era prima per stare solo con Lui.

È interessante l’ambientazione del racconto evangelico: Gesù ha cominciato a Cafarnao il suo insegnamento pubblico, ha già compiuto miracoli, anche in casa di Simone. La folla ne riconosce l’autorità e si accalca intorno a Lui. Simone però è intento a lavare le reti, volto verso la terra. La barca è ferma, in secca. Tutto pare non avere senso. Gesù vuole salire proprio sulla barca a riposo, con Simone. Gli chiede di rimetterla in moto, perché Egli possa servirsene per ciò che realmente conta: annunciare la salvezza. Non sappiamo cosa Gesù abbia detto, ma quella Sua Parola, ascoltata anche da Simone, suscita in lui un nuovo ardore, una nuova fiducia, l’anelito alla pienezza.

AGIRE CON GESÙ La Parola di Dio, Gesù stesso, è Vita per ciascuno di noi. Gesù chiede di prendere il largo per gettare le reti. Chiede di fare ancora, con Lui, quello che tante volte abbiamo fatto senza profitto, da soli, senza di Lui. Chiede di farlo «sulla sua Parola», come Simone capisce bene. Quante volte il lavoro, la famiglia, gli affetti, prendono una strada che ci appare di fallimento, per la quale ci viene voglia di scendere da quella che è la nostra barca! Proprio lì, nella fatica, mentre guardiamo solo a terra, passa Gesù, e vuole che lo prendiamo con noi, nella nostra storia, per insegnarci a fondarla sulla sua Parola, a rifare tutto insieme con Lui, a comprendere che quello che facciamo ha senso e scopo solo se lo facciamo per un Bene più grande, eterno, da condividere con i fratelli. Quando la rete è piena, Simone chiede aiuto ai compagni dell’altra barca. Capisce che quello che ha pescato non è suo: è di tutti, perché è di Cristo. E tutto lascia a tutti, perché ora è pieno di Dio. 

 

 


03 febbraio 2022

 
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