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È morto mercoledì all'ospedale di Vicenza Vincenzo Riva, 58 anni, di Isola Vicentina (Vicenza), da anni affetto da neurofibromatosi che gli aveva deturpato il volto. Era noto poiché il 6 novembre 2013 a margine dell'udienza generale in Vaticano, era stato a lungo abbracciato e carezzato da papa Francesco. L’immagine, di grande tenerezza, aveva fatto il giro dei social commuovendo migliaia di persone.
A ricordarlo in una nota, esprimendo il proprio cordoglio, è stato il presidente del Veneto Luca Zaia: «L'immagine di un lungo abbraccio tra papa Francesco e Vinicio durante un'udienza ha fatto il giro del mondo - afferma - ricordando a tutti che l'inclusione e la socializzazione, di fronte a tutte le barriere che potrebbero creare isolamento nella malattia, sono un diritto universale per i malati e un dovere per tutta la società. Per questo gli siamo grati e lo ricorderemo».
«In un mondo in cui per alcuni l'inseguimento della perfezione esteriore del corpo e l'esasperazione di alcune forme di salutismo sembrano essere una via imprescindibile - ha aggiunto Zaia - Vinicio è stato un modello nell'espressione di grandi valori e rapporti umani nella malattia, anche quella, come nel suo caso, fortemente deturpante. Una rara patologia gli ha reso la vita difficile ai limiti dell'impossibile fin da ragazzo ma, anche grazie all'aiuto di chi gli ha voluto bene, ha saputo dimostrare in una vita pur breve grande dignità e valore della vita nella sofferenza, divenendone un modello che ha tracciato una via di attenzione e rispetto. In questo momento invio le mie condoglianze ai familiari e agli amici».
Francesco aveva accarezzato il capo e la nuca di Vinicio Riva, sfigurati dalle escrescenze, accendendo tra l'altro i riflettori sulla neurofibromatosi, malattia rara che solo in Italia colpisce migliaia di persone. La neurofibromatosi è una delle malattie genetiche più diffuse, ma è poco nota perché spesso le persone malate si nascondono. L’ostacolo più grande da superare resta lo stigma sociale che accompagna queste persone, che spesso hanno un aspetto fisico difficile da accettare e da gestire. In diverse interviste, Vinicio raccontava di aver baciato la mano di Francesco, «mi ha attirato a sé, - aggiungeva - abbracciandomi forte e baciandomi il viso. Avevo la testa contro il suo petto, le sue braccia che mi avvolgevano. E lui mi teneva stretto stretto, come coccolandomi, non si staccava più. Ho cercato di parlare, di dirgli qualcosa, non ci sono riuscito: l’emozione era troppo forte. È durato poco più di un minuto, ma a me è sembrata un’eternità. Dopo, mi sono girato verso la zia e le ho detto: Qua ghe aso le pene, Qui ci lascio le penne».
La zia si chiama Caterina, Vinicio ha vissuto con lei alternando le sue giornate con il lavoro in una casa per anziani di Vicenza. In queste ultime ore, sui social circolano molti commenti su di lui, in tanti ricordano quel momento vissuto a San Pietro nel quale anni di vergogna e di nascondimento sono stati cancellati da una foto che ha immortalato la bellezza di un incontro. C’è un pensiero che colpisce più di altri, è su YouTube, si tratta del commento ad un video che racconta la vita di Vinicio. “Addio. Se il tuo volto avesse avuto l’aspetto del tuo cuore saresti stato un divo del cinema”.



