«Da quando è iniziato il progetto  ho il cuore che "scoppia" per la tenerezza e la dolcezza che Gesù mi sta donando», dice Lucia. Maria Antonia è entusiasta: «Vivo questo servizio perché Gesù ha sempre usato misericordia nei miei confronti: non mi è mai mancata la continua presenza di Dio soprattutto nelle difficoltà e nelle prove». Per Elisabetta «divulgare in tutto il mondo l'infinita misericordia di Dio serve a far sapere a tutta l'umanità quanto Dio ci ama e ci perdona donandoci la sua pace». Viviana, la più giovane del gruppo, dice di essere «felice di servire il Signore in questo importante progetto di speranza: la salvezza di tutte le anime». E Antonella: «Mi sento immersa nella misericordia di Gesù e vorrei che la gente conoscesse quanto è immensa.  Essere la sua postina mi riempie di gioia perché rendo felice Gesù».

Sono le “postine della misericordia” di Varese, volontarie che attraverso un’evangelizzazione creativa cercano di diffondere il culto della Divina Misericordia bussando nelle parrocchie delle città per distribuire le immaginette con l’icona di Gesù misericordioso (dove c’è il testo della Coroncina della Divina Misericordia) così come è apparso a Santa Faustina Kowalska, patrona della recente Giornata mondiale della Gioventù di Cracovia insieme a San Giovanni Paolo II che nel 2000 la canonizzò e fissò alla seconda domenica di Pasqua la festa liturgica della Divina Misericordia.
Finora i postini della misericordia hanno distribuito circa settantamila immaginette nelle 262 parrocchie della zona pastorale di Varese che fa parte dell’arcidiocesi di Milano e con i suoi 890 mila abitanti è la quarta provincia più popolosa della Lombardia.

Il progetto, parafrasando la famosa trasmissione tv di Maria De Filippi, s’intitola “C’è misericordia per te”, ed è realizzato dal gruppo di Rinnovamento nello Spirito “Cenacolo della Santa Croce” di Varese che si ritrova a pregare ogni giovedì sera nel convento dei Frati cappuccini di viale Borri.
È iniziato a giugno e terminerà a ottobre. «L’obiettivo», spiega padre Attilio Gueli, frate minore cappuccino e assistente spirituale del gruppo, «è quello di diffondere tra i fedeli il culto della Divina Misericordia nell’anno giubilare che stiamo vivendo, invitarli a pregare la Coroncina e approfondire le grazie che Cristo ha promesso nelle apparizioni a suor Faustina Kowalska».

«Non pensavo di suscitare tanto entusiasmo»
Piacerebbe molto a papa Francesco questo progetto che incarna molto bene la sua idea di “Chiesa in uscita”. «La novità dell’iniziativa», spiega padre Attilio, «sta nello stile missionario con cui vengono distribuite le immaginette. I volontari si presentano al parroco forniti di tesserino ed esibiscono, prima di far dono delle immaginette, una lettera di accompagnamento che illustra il senso del progetto. In base alle dimensioni della parrocchia si regala un numero sufficiente di santini. Per poter raggiungere tutte le parrocchie è stato necessario un coordinato servizio di distribuzione che si preoccupa di mappare il territorio e smistare i pacchi delle immaginette per tutte le parrocchie».

L’iniziativa è nata quasi per caso. Un giorno padre Attilio annuncia dal pulpito di voler distribuire le immaginette di Gesù misericordioso. «Non pensavo di suscitare tanto entusiasmo», racconta, «il gruppo di Rinnovamento nello Spirito si è messo subito a disposizione. La persona che ha fiducia in Dio e vive le opere di misericordia spirituale e corporale è un’immagine viva della Divina Misericordia», aggiunge. «Il modo migliore di diffondere il culto della Divina Misericordia è la testimonianza di vita evangelica. Tuttavia non tutti sanno che il diffondere questa devozione appartiene al culto della Divina Misericordia in unione con l’immagine, la Festa, la Coroncina e l’Ora della Misericordia». L’auspicio di padre Attilio adesso è che questo progetto «molto semplice», possa essere «proposto e vissuto in tutte le diocesi d’Italia».